Marco Felluga, classe 1927, uno dei patriarchi dell’enologia friulana, ha festeggiato il suo novantesimo compleanno, chiamando attorno a sé tanti amici cari, i collaboratori, il mondo enologico friulano e non solo. Nella cantina di Russiz Superiore è stata allestita una festa elegantissima e Marco, da uomo generoso qual è, ha onorato gli ospiti con alcuni regali. Regali importanti, che rimarranno.

• Il primo, il più grande, è stato l’iniezione di fiducia per il futuro.

Ascoltare un “diversamente giovane” che ha progetti in cui credere e da sviluppare mi ha fatto riflettere, e non poco. Ecco cosa ha confidato a Stefano Cergolj “Una delle cose che mi sarebbe piaciuto fare, ma che sto comunque cercando ancora di portare avanti, è un progetto che raggruppi i produttori di Pinot Bianco, vitigno che nel Collio da risultati eccezionali anche se non sta trovando in questo momento i favori dei mercati. Il mio desiderio sarebbe quello, oltre che promuovere il Pinot Bianco del territorio, di creare un movimento di discussione e confronto anche con le altre zone al di fuori dei confini regionali che sono vocate per la produzione del Pinot Bianco” Non è un vitigno autoctono ma, diciamolo francamente, è il vino bianco che fa dell’eleganza la sua anima.

• Il secondo regalo è stato un libro, dal titolo 50/90, scritto da Walter Filiputti con le immagini di Tiziano Scaffai e la splendidaa realizzazione grafica dello studio kividesign.

Il libro racconta la storia di Marco Felluga, 90 anni orgogliosamente portati, intrecciata con quella del Collio che ha contribuito in modo decisivo a valorizzare con una vita imprenditoriale tutta dedicata al vino. 50 gli anni che tutta la famiglia ha dedicato a Russiz Superiore, il “capolavoro” di Marco, che ha compreso come pochi – e fu tra i primissimi – ciò che bisognava fare affinché queste colline eoceniche del Nord Est straordinariamente vocate alla viticoltura, diventassero “il” Collio, zona d’elezione nella storia enologica d’Italia, da dove è partito il nuovo stile dei vini bianchi di quello che sarebbe stato – a partire dal 1970, con l’affermarsi di una nuova imprenditoria vinicola di gran successo – il Rinascimento del vino italiano.

Uomo pragmatico, molto esigente sul lavoro, munito di una grande intelligenza, sorretto da un intuito fuori del comune e da una vasta cultura, ha dedicato la sua vita di produttore, oltre che alle sue aziende, anche alla causa comune del territorio, tant’è che, per due mandati, si è impegnato come Presidente del Consorzio Collio.

“Il percorso della Marco Felluga – Russiz Superiore si è nutrito dell’arte e dello stile italiano, che non è solo moda e design, ma una maniera di vivere dove entrano in gioco componenti come il concetto di bellezza, il cibo e la cucina – scrive Walter Filiputti nella prefazione del volume – Assieme rappresentano ed esaltano una ricchezza reale, concreta, che il mondo ci invidia.”

• Il terzo regalo è un vino che il figlio Roberto gli ha voluto dedicare: il Collio Bianco Gran Selezione 50/90, presentato in anteprima in occasione della festa. Un’etichetta che racchiude in sé l’esperienza, la passione e la creatività delle aziende Marco Felluga e Russiz Superiore – per la prima volta insieme – e i valori trasmessi da Marco a Roberto. Non l’ho ancora degustato… Ci hanno consigliato di lasciarlo riposare e di aprirlo il prossimo anno. Con impazienza, aspetterò.

A festeggiare Marco Felluga, c’erano anche l’assessore regionale alle risorse agricole e forestali Cristiano Shaurli e il sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon, che lo ha insignito della Cittadinanza onoraria. “Di fronte a una ricorrenza come questa non ci si può che inchinare, riconoscenti – ha commentato l’assessore Shaurli – Marco Felluga è un patriarca che ha fatto la storia del vino friulano e italiano. Un modello per tutti.”

Grazie a Marco Felluga e a tutta la sua grande famiglia e tanti auguri da tutta la redazione

Liliana Savioli