di Mario Busso

A Merano WineFestival 2015 avevo invitato alcuni importanti ospiti per sottolineare l’importanza che riveste l’agroalimetare italiano e come il rilancio, la tutela e la valorizzazione del settore potessero risultare decisive nella ripresa economica del paese.
A distanza di un anno non posso che sottolineare positivamente la scelta operata dal governo Renzi, di trasformare il Ministero dell’Agricoltura in Ministero dell’Agroalimentare, ministero ritenuto centrale nello sviluppo e nell’identità del sistema Paese.
Renzi, nella firma del protocollo di intesa tra Ministero e Intesa San Paolo, a Palazzo Chigi, ha dichiarato che verranno messi a disposizione 6 miliardi di euro credito, in tre anni, per il settore agroalimentare, per semplificare l’accesso al credito per le aziende, incrementare l’internazionalizzazione e valorizzare gli investimenti nelle filiere produttive (anche nell’innovazione tecnologica, favorendo la nascita di start up, la digitalizzazione e l’e-commerce). “L’Italia c’è – ha sottolineato Renzi – l’agricoltura e l’agroalimentare non sono il passato di questo Paese, ma la pagina più bella che è ancora da scrivere e che scriveremo. Qualità, sostenibilità, tradizione, impresa, lavoro, stanno insieme in una visione per il futuro».
Vino e cibo sono settori in cui l’Italia non ha rivali sul pianeta; un concetto che Vinibuoni d’Italia ribadisce da anni nella sua guida. La partenza è giusta, le linee indicate le condivido e se ben applicate sicuramente potranno portare l’Italia dai 36 miliardi di euro dell’export ai 50 auspicati da Renzi.