Un particolare gemellaggio è stato suggellato con il Vino della Pace,
mercoledì scorso, in provincia di Mantova. L’idea è nata dal
comandante della stazione dei Carabinieri di Moglia, Olivo Moretta,
originario di San Lorenzo Isontino, che ha fatto conoscere il prodotto a
Gianni Bellesia, fotografo e giornalista locale. Analizzando gli oltre
500 vitigni che concorrono a formare la Vigna del Mondo, i vignaioli
locali non hanno trovato la varietà principe del territorio: il
Lambrusco Grappello Ruberti. A questo punto Luciano Bulgarelli,
presidente della Cantina sociale di Quistello e del Consorzio vini
mantovani, ha pensato di donare alla Cantina Produttori Cormòns cinque
barbatelle di questa antica varietà. Alla serata sono andati Andrea
Tofful, vicepresidente di Cantina Cormòns, e Stefano Cosma, addetto
stampa. «La storia del Lambrusco è antica poiché già Virgilio
scrisse della “vitis labrusca” nella quinta Bucolica» ha spiegato
Bulgarelli. Nel medioevo i Gonzaga amavano i vini del territorio e
«chissà se il 16 novembre del 1478, quando venne celebrato il
matrimonio tra Paola Gonzaga e Leonardo, ultimo conte di Gorizia, la
sposa portò in dote qualche prodotto della sua terra» ha ribattuto
Cosma. Con una suggestiva cena organizzata dagli amici e soci del Club
del Mercoledì di Moglia, presso l’azienda agricola di Giancarlo Bigi, a
Bondeno di Gonzaga, sono state consegnate ufficialmente le piantine del
vitigno “Grappello Ruberti”, per essere piantate a Cormòns e così
concorrere anch’esse, tra alcuni anni, alla produzione del famoso Vino
della Pace, oramai conosciuto dai Capi di Stato di tutto il mondo. Alla
vendemmia di fine settembre, il vicepresidente Andrea Tofful ha invitato
a partecipare anche gli amici del Club enogastronomico culturale
mogliese. Prima dell’inizio della cena, monsignor Paolo Gibelli, parroco
di Suzzara, ha parlato del vino nella tradizione cattolico cristiana,
con richiami ai Testi Sacri, e ha ricevuto in dono, con grande gioia,
una magnum del Vino degli Angeli. Quindi c’è stato il saluto del
sindaco di Gonzaga, Claudio Terzi, e del vicesindaco di Moglia, Mauro
Trevisi. La cena, rigorosamente a base di pesce, visto il periodo
quaresimale, approntata dai cuochi del Club, Carlo Siligardi e signora,
aiutati dal presidente Mario Bertellini, è stata accompagnata anche
dalla Ribolla gialla brut di Cormòns e da tre annate introvabili del
Vino della Pace: 1987, 1989 e 2002. Successivamente, il cantautore
Wainer Mazza ha proposto una canzone inedita ed una poesia dedicata alla
particolarità di questo vino. Siccome sia il Vino della Pace che il
Vino della solidarietà sono strettamente collegati all’arte, gli amici
del Club del mercoledì hanno invitato alcuni artisti vicini al
sodalizio, a realizzare bozzetti a tale scopo. Sono stati così donati
una decina di progetti per future etichette fatti da Carlo Moretti,
Giancarlo Gozzi e Natalino Bianchini. Al termine, l’attore Roberto
Guaiumi ha declamato testi di celebri autori riguardanti il vino. «Nei
prossimi giorni, appena il clima lo permetterà, ci sarà l’impianto
delle barbatelle mantovane» ha assicurato il presidente della cantina
cormonese Filippo Bregant. Durante la prossima presentazione dei due
bilici, sul cui telone è stampato il nuovo logo “Cormons – Custodi
dell’Armonia”, seguirà un rinfresco nella Sala Consiliare, anche con
alcuni prodotti della provincia di Mantova: il Lambrusco mantovano
frizzante rosato e quello rosso, con Parmigiano Reggiano prodotto
proprio con il latte dell’azienda Bigi di Bondeno. «La rinnovata
immagine aziendale, unita al _claim _Custodi dell’Armonia, conferisce
più vigore ed effetto a questi rimorchi che consegneranno i vini di
Cormòns in tutta Italia, promuovendo contemporaneamente il nome della
cittadina collinare» ha dichiarato il direttore Andrea Russo.