Anche gli occhi dei Langhetti sono puntati sul territorio astigiano che gravita attorno a Nizza. Qui stanno investendo note aziende produttrici di Barolo, che hanno intravisto nella Barbera di Nizza rosei orizzonti in termini di potenzialità enoiche e di conseguente risposta dei mercati. Un’attenzione che nasce anche dai proibitivi prezzi dei vigneti di Barolo che in particolari cru hanno raggiunto quotazioni di 2,5 milioni a ettaro. Ecco dunque una nuova frontiera rappresentata da un vitigno, quello della Barbera, tra i più storici e importanti del Piemonte. Il vino che se ne ottiene raggiunge ora un nuovo vertice qualitativo, infatti dal 1 luglio 2016 è possibile imbottigliare il Nizza Docg, la “super Barbera d’Asti”, voluta dall’Associazione Produttori del Nizza, “per dimostrare quello che sappiamo da tempo, ovvero che la Barbera, oltre ad essere un vitigno che dà vita a tradizionali vini per la quotidianità, è capace di dare anche grandi vini da invecchiamento”, come ha sottolineato nella presentazione ufficiale il presidente dell’Associazione Gianni Bertolino. Un vino, il Nizza Docg, che “di fatto già esiste da tempo. Esportato per oltre il 50% della produzione, è posizionato nei più importanti ristoranti del mondo”, come ha sottolineato Stefano Chiarlo.
Promuovendo il ruolo del territorio, ora è possibile imbottigliarlo con il solo nome delle colline da cui nasce ovvero quelle di Nizza Monferrato e di altri 17 Comuni limitrofi. Il disciplinare è molto rigido – 100% Barbera, resa massima 70 quintali per ettaro – ed è stato voluto inizialmente dai piccoli produttori che hanno poi coinvolto diverse cantine – a oggi 43 – che condividono l’idea di valorizzare al massimo l’intera area di produzione.
Sono 200 gli ettari “del Nizza” e dalla vendemmia 2014 verranno prodotte circa 500.000 bottiglie. Ma la Docg sta crescendo e nella vendemmia 2015 gli ettolitri rivendicati sono 5.667 per un totale di 750.000 bottiglie potenziali, ma non va dimenticato che le superfici dove si potrebbe produrre il Nizza Docg sono composte da 720 ettari, per un futuro di oltre 4,5 milioni di bottiglie.