La vallicoltura in Friuli Venezia Giulia è una delle forme di allevamento di pesce fra le più remote. Essa risale agli antichi romani i quali utilizzavano anfratti di costa nei quali racchiudere spazi di mare da adibire all’allevamento di pesci come orate, anguille, murene ma anche granchi, astici, aragoste e ostriche. Le valli da pesca della Laguna di Marano e Grado sono caratteristiche per la loro ridotta estensione (qualche decina di ettari) e per essere posizionate nell’area più settentrionale del mar Mediterraneo. Le loro peculiarità, unite a una sapiente gestione integrata del territorio, hanno dato vita alla vallicoltura che consiste essenzialmente nel richiamo stagionale di giovani esemplari di specie di alto pregio commerciale e nel loro accrescimento in condizioni naturali. Attualmente, ad integrazione del patrimonio naturale, vengono eseguite delle semine di giovani avannotti provenienti da centri specializzati dove avviene la riproduzione controllata ed il loro primo svezzamento. Nel caso della molluschicoltura, allevamento di mitili, vongole e ostriche, ci troviamo di fronte a una situazione particolare in cui tali organismi si accrescono sfruttando il plancton vegetale che popola gli ecosistemi marini costieri, potendo comunque raggiungere produzioni per unità di superficie molto elevate. I prodotti ittici selvatici e quelli allevati o coltivati sono rombi, dentici, spigole, orate, saraghi, pescatrici, sogliole, scorfani, senza dimenticare i crostacei, i molluschi (vongole e cozze tra tutti) e, non certo per ultimi, i pesci più “poveri” delle coste e delle lagune quali passere, ghiozzi, anguille, latterini, cefali e pesce azzurro, vera prelibatezza per i palati più fini.
La Laguna di Marano, protetta dal mare aperto da una serie di isole e isolette, come quella di Sant’Andrea e quella di Martignano, nota anche come l’Isola delle conchiglie, è caratterizzata da una vegetazione palustre e dalla singolarità degli insediamenti temporanei dei pescatori, i tipici “casoni”, costruzioni fatte di canna e legno, che rendono la laguna uno dei luoghi più interessanti dell’Alto Adriatico. Nella laguna di Marano si trovano due riserve naturali: la Riserva delle Foci del fiume Stella, che comprende l’intero delta dell’omonimo corso d’acqua, raggiungibile solo via mare, e la Riserva della Valle Canal Novo, costituita da una ex valle di pesca di circa trentacinque ettari. Un evento da non perdere è la Processione di San Vito, ogni anno il 15 giugno, o la domenica successiva. Un rito che nasce nel Trecento per scongiurare i pericoli che insidiano i pescatori e commemorare quelli che hanno perso la vita in mare. Salire su una delle barche in processione nella laguna regala un’esperienza di particolare suggestione.
La Laguna di Grado offre uno scenario ricchissimo di colori, tra il verde della rigogliosa vegetazione e il blu del mare Adriatico. Un piccolo mondo fantastico, immerso nella quiete della natura, che vede l’intrecciarsi di canali e rii, percorsi di fede dalle origini lontane, come testimonia il santuario mariano dell’Isola di Barbana, uno dei più frequentati d’Italia. Una terra ricca di storia, i cui ritrovamenti archeologici rivelano l’antichissima via romana, ora interamente coperta dall’acqua, che collegava Aquileia al suo scalo di Grado.