Il nome Ramandolo, che evoca qualcosa di nobile e gentile, non è un nome di fantasia, ma è legato a quello di una piccola frazione del comune di Nimis. 
Il Ramandolo è una pregevole rarità. Se ne producono appena 150.000 bottiglie l’anno.
 Questo vino ha almeno un secolo di vita, visto che ne parla un attestato di lode del 1893 assegnato al torlanese Giovanni Comelli detto Moro.
 Le viti sono allevate usualmente con il sistema a “cappuccina”. Le operazioni di vendemmia iniziano di norma nelle ultime settimane di ottobre. La raccolta tardiva ha lo scopo di ottenere un leggero appassimento dei grappoli, favorendo la formazione di un maggiore contenuto zuccherino.
Zona di produzione: parte del territorio dei comuni di Nimis e Tarcento, in provincia di Udine.
 Il vino Ramandolo viene prodotto con le sole uve di Verduzzo friulano, appassite sulla pianta o in locali idonei.
 Le uve, torchiate dopo almeno quattro settimane di appassimento danno non un mosto, ma un’essenza color ambra con sentori mielati che si trasformerà nell’Oro di Ramandolo
Il Ramandolo, vino dolce da uve appassite, racchiude tutte le sensazioni del gusto: la freschezza data da una sottile acidità, i toni importanti dei tannini e quelli del dolce avvolgente, tutti in armonia tra loro: un’antologia della degustazione. I suoi profumi sono unici: dall’albicocca secca alle scorze di arancia candite fino al miele di castagno. A tutela dell’unicità del vino è nata l’Associazione “Oro di Ramandolo” per promuovere e valorizzare una nicchia della produzione vitivinicola che ancora una volta porta il Friuli al top.
Vino dolce dal forte temperamento sa esaltarsi con formaggi stagionati ed erborinati; è delizioso con i dolci secchi, ma arriva a sfidare quelli a base di cioccolato.