Forte di una vendemmia 2010 clamorosa il Brunello la cui doc compie 50 anni ha visto il giro d’affari aumentato di oltre il 10%, passando da 168 milioni di euro nel 2014 a oltre 187 milioni nel 2015. A “Benvenuto Brunello” hanno debuttato l’annata 2011 e la Riserva 2010, inoltre è stato confermato che la vendemmia 2015 è da “5 stelle”. Cresce l’export, che si attesta al 70% della produzione totale. A trainare il mercato estero sono gli Stati Uniti, con oltre il 30% seguiti da Europa (Uk, Germania e Svizzera in testa).
Proprio dalla vendemmia 2015 partiamo chiedendo a Piera Genta, coordinatrice per il Piemonte per la guida Vinibuoni d’Italia, le sue impressioni.
Tutti concordi sia i produttori che gli  esperti coinvolti dal Consorzio, Carlo Ferrini, Paolo Caciorgna e Vittorio Fiore,  nell’affermare che il 2015 è stata un’annata importante, con grandi caratteristiche di equilibrio ed ottima  per vini di lungo invecchiamento come il Brunello. Il prof. Simone Orlandini, del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agro-alimentari e dell’Ambiente  dell’Università di Firenze, ha condotto un’analisi sulle variabili meteorologiche e sui più importanti indici agroclimatici dell’anno 2015, rilevando “un andamento termico superiore alle medie e precipitazioni inferiori, con alcune ondate di calore. Il periodo della vendemmia ha visto invece temperature leggermente al di sotto delle medie e assenza di precipitazioni con buona escursione termica tra giorno e notte”.  Quindi un’annata a 5 stelle sotto tutti i punti di vista.
Per celebrare un “compleanno speciale” la piastrella celebrativa dell’annata, andata ad arricchire il “calendario del Brunello” sul muro esterno del Palazzo Pubblico di Montalcino, sono stati chiamati cinque artisti di fama internazionale: Sandro Chia, uno dei protagonisti della Transavanguardia italiana e produttore di vino a Montalcino con l’azienda Castello Romitorio; Pino Deodato, pittore e scultore con le sue figure umane in posizione meditativa che raccontano le metafore della vita; Bertozzi & Casoni con le loro ceramiche; Gian Marco Montesano per la sua indagine su memoria e storia e Mimmo Paladino per la sua capacità di raccontare una storia antica radicata in un terreno, ma in un modo assolutamente e del tutto contemporaneo.

Stiamo ormai organizzando i lavori della nuova edizione della guida, come hai trovato le annate che sono state presentate?
In generale con alcune eccezioni, nel bicchiere i Brunello 2011, la cui annata aveva ricevuto le 4 stelle,  risultano eleganti, di buona freschezza, sapidi e piacevoli con legni nella maggioranza dei casi ben dosati ed equilibrati, buona l’intensità di profumi ed aromi. La riserva 2010 deve ancora invecchiare per equilibrare la sua struttura, ma la qualità dell’annata porta vini di classe con eleganza in primo piano.