C’è uno strano rapporto tra vino e territorio. È un rapporto denso, quasi simbiotico. Non tanto, o forse non solo, per quel che riguarda le qualità che un determinato territorio – con i suoi minerali, i microclimi, le esposizioni – regala a un vino, quanto per la relazione identitaria che gli abitanti di quella determinata zona sviluppano con il proprio vino.

Perché alla fine è forse il prodotto della terra che dà più orgoglio agli abitanti, e quello che meglio di altri esprime e riflette il paesaggio dove è stato coltivato. Lo raccontano decine e decine di storie italiane, tante quante sono i vitigni del nostro Paese, terra di una diversità di cultivar unica al mondo

L’INCONTRO

Di vini e vitigni, di vignaioli e contadini, di cantine ed etichette che raccontano il territorio italiano si parlerà mercoledì 6 marzo in un nuovo appuntamento di Compagni di viaggio, dalle 18.30 al Punto Touring di Milano (corso Italia 10). Grazie a Patrizia Passerini, esperta di storia e cultura del vino e autrice di Andar per viti e vitigni – pubblicato da Il Mulino – e Mario Busso, curatore della guida Vinibuoni d’Italia pubblicata dal Touring Club Italiano, l’unica guida che recensisce solo e soltano bottiglie ottenute da vini autoctoni italiani.

L’incontro sarà così l’occasione per un intenso viaggio in Italia, visto che il nostro è l’unico Paese al mondo dove si produce vino in ogni regione, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Un viaggio che passa dall’Aglianico del Vulture al Traminer aromatico nato nel comune di Termeno/Tramin, in Alto Adige, dal Vermentino che prospera sulle terrazze di muretti a secco delle Cinque Terre; al Nebbiolo i cui filari disegnano il panorama delle Langhe e danno vita ad alcuni dei vini più pregiati della produzione italiana. Ma sarà l’occasione per parlare e scoprire anche vitigni (e territori enologici) meno noti, come il Biancolella di Ischia o l’Erbaluce di Caluso.