La Vallagarina è un territorio favorito climaticamente dall’incontro delle Alpi con la pianura e con il Lago di Garda. Qui è nata la prima Strada del vino e dei sapori riconosciuta in Trentino, che incontra vigne dipinte dai colori di vitigni storici, come il Nosiola, il Müller Thurgau, ma soprattutto il Marzemino.

L’area da alcuni anni si sta segnalando grazie alle iniziative intraprese dall’Amministrazione comunale di Rovereto, cuore pulsante del territorio, in particolare quelle dedicate ai valori dell’ecosostenibilità in viticoltura a cui la guida Vinibuoni d’Italia presta molta attenzione.

In base alle coordinate geografiche, c’è chi sostiene che siamo nel cuore dell’Europa; un  “cuore” dinamico, ma anche a misura di persona, infatti questa è la terra che occupa stabilmente, ogni anno, i primissimi posti delle classifiche nazionali sulla qualità della vita.

Della bellezza di questo territorio se n’erano già accorti gli illustri viaggiatori che a partire dal Settecento iniziavano da qui il loro “grand tour” alla scoperta dell’Italia. Una porta d’ingresso frequentata e ammirata da grandi scrittori, intellettuali, artisti. Una forma di turismo “ante litteram” sorprendentemente legata al vino e alla cultura enologica. Basti pensare a Mozart, sommo cantore del Marzemino lagarino, vino immortalato nel secondo atto del Don Giovanni… “Che si versi l’eccellente Marzemino!”.

A Vienna infatti, in quegli anni, il vino più in voga era proprio il Marzemino della Val Lagarina, che riusciva a giungere in questa città nonostante i pesanti veti di Trento. Il Marzemino celebrato da Mozart proveniva in gran parte dal territorio del Comun Comunale, l’antica istituzione amministrativa che riuniva i comuni della sponda destra dell’Adige fra Aldeno e Isera.

Il centro principale di produzione era, allora come oggi, la giurisdizione di Isera, tanto che ad essa spettava fissare il prezzo di vendita di questo vino.

Recenti indagini, in particolare quelle condotte dal Professore Attilio Scienza, fanno ritenere che i semi originari dell’uva Marzemino provengano addirittura dalla città omerica di Merzifon, in Paflagonia, il paese di Diomede. Dalla leggenda alla storia, secoli e secoli di peregrinazioni nella “culla” mediterranea citano le uve Marzavi prima in antichi registri commerciali a Cipro, poi sulla costa dalmata e via via nei centri di scambi agricoli lungo la foce del Po e dell’Adige, fino a giungere ai piedi delle Dolomiti. Un viaggio avventuroso, legato anche ad altre leggende, come quella secondo la quale il nome Marzemino derivi dalla denominazione di un villaggio della Carniola, ora scomparso, situato tra la Carinzia e la Slovenia, chiamato appunto Marzmin.  Attilio Scienza con una troupe cinematografica ha recentemente prodotto un viaggio scientifico alla scoperta della storia del Marzemino.

Dal Caucaso, alla Grecia, passando dalla Turchia e attraverso alcune isole come Cipro, Rodi, Creta, dove è coltivato il Verzami, che condivide una parte del DNA con il Marzemino, Attilio Scienza ha ripercorso il viaggio del vitigno fino alle falde delle Dolomiti.

E veniamo al nostro protagonista. I volti del Marzemino sono molti, in Emilia e in Veneto il vino spesso è semplice, da bere entro l’anno; in Trentino lo coccolano e fa affinamento leggero in botte per arrotondarsi e vantare una buona personalità. Il colore è rosso rubino, con venature e riflessi variegati che dal granato sfiorano il blu profondo. Il bouquet è intrigante, con fragranze immediate di frutti di bosco a bacca piccola e timbri aromatici floreali, in cui spicca la viola mammola, ma anche frizzi speziati e accenni balsamici. Il sapore è secco, ma ben calibrato nella sua sferica morbidezza, nell’armonico velluto e nella suadente succosità che richiamano in modo circolare le fragranze avvertite all’olfatto. Un vino snello, con acidità e mineralità esaltanti che viaggiano verso una chiusura improntata a tannini molto delicati.  Il vino, in regione, può fregiarsi della DOC Trentino Marzemino e della DOC Garda, dove è prodotto anche in purezza.

Se volete fare un tour dedicato al Marzemino vi consiglio di partire da Rovereto e dedicare un weekend a questa piccola perla nascosta dell’enologia italiana. Dopo la visita in città, Avio, Mori e Isera sono tutti piccoli borghi che ospitano cantine che offrono una qualità media molto alta e anche scorci di una valle verde che si affaccia sulle prime Dolomiti.Il castello di Avio uno dei più noti, antichi e suggestivi monumenti fortificati del Trentino. Dalla sua posizione, sulle pendici del Monte Vignola, il castello domina la valle fin quasi a Verona. Imperdibile il colpo d’occhio sull’imponente mastio, la poderosa cinta muraria e le cinque torri.

Dal 1977 il castello è  un Bene del FAI, che vi ha realizzato un’attenta opera di restauro. Qui è stato impiantato un vigneto di varietà storiche aperto a visite guidate, soprattutto durante la manifestazione “Uva e Dintorni” che si volge la prima domenica di Settembre (www.uvaedintorni.com). Ad Avio vi aspetta lAzienda Agricola Biologica Vallarom. Oltre alla gamma dei vini classici trentini, concedetevi un bicchiere di Marzemino ottenuto da antiche viti a piede franco, ovvero prefilosseriche. Vi affascinerà il profumo intenso di violetta e canella; morbido e di elegante struttura al palato.

Nei pressi di Mori, il Santuario di Montalbano è il simbolo del paesaggio. Costruito a metà del 1500, si contraddistingue per il campanile a cuspide con un maestoso orologio dal diametro di ben 4 metri. Nelle vicinaze del paese sono di interesse culturale i luoghi di antichi ritrovamenti archeologici. Tra questi la Grotta del Colombo nei pressi della frazione di Sano e il lago di Loppio con l’isola di Sant Andrea, che permette all’interno del biotopo, passeggiate all’insegna della natura e di ricche testimonianze del passato. Un brindisi è d’obbligo alla splendida Cantina Mori Colli Zugna, dove le fresche bollicine del Trento Doc Morus apriranno le vostre degustazioni e, successivamente il Marzemino dell’azienda con il profumo dominato da sentori di frutti di bosco, accompagnati dall’aroma di viola mammola, vi invoglierà verso un bicchiere pieno ed elegante.

  • Eccoci infine ad Isera. Passeggiando nel centro storico, troverete palazzi settecenteschi con stanze affrescate tra cui Palazzo Fedrigotti, sede del Municipio, e Palazzo Vannetti. Infine Palazzo de Probizer, sede della Casa del Vino; con affreschi mitologici settecenteschi, l’edificio ospita mostre d’arte, concerti ed incontri culturali. Proprio nel centro del paese, ricordatevi di visitare i resti della Villa Romana del I secolo d.C. Tra le curiosità il Museo della Cartolina, che espone oltre 35.000 cartoline rarissime, provenienti da tutto il mondo. In via del Ponte la Cantina d’Isera vi accoglie con le sue proposte di degustazione in un salone moderno da cui lo sguardo spazia sui vigneti e sulla valle. Immancabile il Marzemino Superiore d’Isera con profumo intenso e delicato e sentore di viola mammola. 
 Prodotto sui terreni basaltici di Isera, si caratterizza per la longevità della fragranza tipica del vitigno che esprime il meglio di sé per due tre anni, con pienezza, armonia, equilibio e finezza.