Lo scorso fine settimana a Gradisca d’Isonzo si è svolta l’edizione 2017 del “Gran Premio Noè”, l’importante manifestazione sui vini del territorio, dedicata quest’anno ai Pinots del Friuli Venezia Giulia. La cerimonia di premiazione, che si è tenuta presso il Nuovo Teatro Comunale alle 11 di sabato 20 maggio, condotta da Stefano Cosma, ha visto salire sul palco: il dirigente scolastico dell’I.S.I.S. “Paolino d’Aquileia” di Cividale del Friuli. L’Istituto Tecnico Agrario, nato già nel 1930, è stato premiato per aver istituito l’indirizzo di studio in Viticoltura ed Enologia che, da più di trent’anni, si distingue per l’elevato livello di enotecnici di riconosciuta professionalità. Inoltre, l’Associazione Nazionale Città del Vino per l’impegno nella valorizzazione e promozione territoriale, intrapreso trent’anni fa attraverso la creazione di una rete di Comuni a forte vocazione vitivinicola. A ritirare la statuetta del Noè il rappresentante regionale Tiziano Venturini, che ha colto l’occasione per annunciare il ritorno di Gradisca d’Isonzo nelle Città del Vino. Un’altra statuetta è stata consegnata alla famiglia Zorzettig dell’azienda La Tunella per la sua storia, la passione e la voglia di sperimentare, che l’hanno condotta ad affacciarsi anche al nuovo mondo dei microbirrifici, sposandolo con quello della lunga tradizione vitivinicola. Infine, a Rossana Bettini Illy per l’impegno nella promozione e valorizzazione dei prodotti enogastronomici del territorio, tramite l’attività di giornalista, la collaborazione con importanti guide italiane e la lunga esperienza nel settore enologico, iniziata col Seminario Veronelli, nonché per i diversi progetti avviati, coinvolgendo importanti aziende del Friuli Venezia Giulia, e contribuendo alla diffusione della conoscenza dei prodotti italiani nel mondo. Inoltre, sono state assegnate cinque targhe alle aziende che, grazie al proprio impegno, si sono particolarmente distinte nella promozione del patrimonio vitivinicolo regionale: all’azienda Ronco dei Tassi di Cormons, per la sua Malvasia Collio 2015; all’azienda Cadibon di Corno di Rosazzo, per il suo Sauvignon Collio 2015, considerato il migliore d’Italia; e all’azienda Tiare di Dolegna del Collio, per il suo Pinuàr 2015, l’unico Pinot nero italiano a ricevere la medaglia d’oro in un concorso internazionale. Infine, due targhe sono state consegnate alle aziende Komjanc Simon e Komjanc Alessio e  figli di San Floriano del Collio, per la lunga storia della famiglia nella produzione di vino di qualità. Quest’anno il “Gran Premio Noè”, in sinergia con il Comune, si è concretizzato in due giornate alla scoperta dei “Pinots del Friuli Venezia Giulia” con una mostra-assaggio dei Pinots delle più importanti aziende: il Pinot bianco e il Pinot nero, introdotti nel nostro territorio nella seconda metà dell’Ottocento, e il Pinot grigio – varietà che sta, anche geneticamente, fra i primi due – il cui mosto era analizzato a Gorizia già nel lontano 1847. Quest’ultima è la varietà oggi più prodotta e richiesta, tanto da essere stata costituita la Doc Interregionale Pinot grigio delle Venezie, nata a marzo e presentata ufficialmente durante lo scorso Vinitaly di Verona. L’argomento è stato approfondito la scorsa domenica, durante l’incontro sul progetto di Tutela vini Doc delle Venezie e valorizzazione della produzione di Pinot Grigio del Triveneto, assieme ai rappresentanti regionali Dario Ermacora e Roberto Felluga. La storica enoteca regionale “La Serenissima” di Gradisca ha ospitato le degustazioni e gli incontri, organizzati durante questa edizione.