La nuova edizione di Vinibuoni d’Italia si arricchisce di rubriche e di servizi speciali di approfondimento che, insieme alla selezione delle aziende, rendono la guida, maggiormente interessante. Aumenta la fogliazione che passa da 752 a 774 pagine, con un leggero aumento delle aziende selezionate e con la realizzazione di inserti prodotti con la collaborazione dei partner storici e con l’attivazione di nuovi sodalizi, basati sulla condivisione della filosofia operativa della guida.

Le Enoteche del Gusto con Levoni
Da oltre 100 anni Levoni persegue l’eccellenza nella produzione di un ampio assortimento di salumi, facendosi portavoce della grande tradizione enogastronomica italiana.
Per l’edizione 2019 della guida, Vinibuoni d’Italia ha realizzato un progetto che mette al centro un abbinamento semplice e insuperabile: salame e lambrusco.
Il progetto prevede la collaborazione di alcune enoteche e di alcuni luoghi del culto gastronomico distribuiti sul territorio nazionale, dove Vinibuoni d’Italia intende far incontrare il Lambrusco – declinato nelle varie tipologie – con uno sfizioso tagliere di specialità Levoni.
“Questo affresco tipico italiano ha percorso la storia ed è giunto a noi intramontabile – afferma Mario Busso, curatore nazionale della guida – proponendosi in chiave contemporanea con tutta la sua attualità, perché la cultura gastronomica di oggi e l’evoluzione del gusto stanno ritrovando nelle cose semplici e tradizionali la loro vera carica innovativa.”
La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione tra Vinibuoni d’Italia, Levoni, Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, Consorzio Vini Reggiani e Consorzio Vini Mantovani.

Prosecco e Lambrusco, big dei consumi
Il trend dei consumi continua a premiare i vini freschi e di moderato grado alcolico. Prosecco e Lambrusco sono i veri protagonisti. Quest’ultimo è diventato, negli ultimi 10 anni, uno dei vini italiani più apprezzato ed esportato sui mercati internazionali, raggiungendo 52 Paesi in 5 continenti. Un trend positivo con prospettive di crescita a doppia cifra, in particolar modo tra le nuove generazioni, sempre alla ricerca di un prodotto che sia al tempo stesso semplice, brioso, dalla qualità elevata, facilmente abbinabile, tanto a pasto quanto in aperitivo. E se lo dice Wine Spectator, c’è da crederci. Vinibuoni d’Italia lo ha declinato nelle sue varie versioni accostandolo a svariate proposte di pani e salumi territoriali italiani.
Il Prosecco a sua volta, come è stato sottolineato recentemente nella presentazione di Vinexpo a Londra, appare sempre di più come un “lusso da tutti i giorni (an everyday luxury)”. Solo nel Regno Unito è previsto un aumento nel prossimo quinquennio del 14%, sfiorando così i 100 milioni di bottiglie. Un numero veramente impressionante, considerando che in Italia si prevede che entro il 2020 le vendite di Prosecco raggiungeranno circa i 152 milioni di bottiglie. Un fenomeno a cui guarda con attenzione la guida, che quest’anno ha voluto coniugarlo con alcune preparazioni finger food della tradizione territoriale italiana, per dimostrare la versatilità di questo vino e la sua capacità di esaltarsi nell’immediatezza e nella piacevolezza di consumo.

Ambasciatori
È il claim con cui Vinibuoni d’Italia rinnova in questa edizione il suo appuntamento con alcuni produttori che si propongono come protagonisti nella produzione di un vino autoctono che risulti identitario di un luogo e che dia sviluppo al territorio che lo ospita. Oggi sono molte le aziende che, attraverso il recupero e la diffusione dei vini che connotano i singoli territori, hanno favorito un volano di promozione della cultura, del paesaggio e delle bellezze artistiche in cui operano le singole realtà. Ai produttori interessati è stata offerta l’opportunità di presentarsi e di esibire il vino più rappresentativo della produzione aziendale, quello che rappresenta il ‘must’ dell’azienda.

Vinibuoni Charming Club
Un settore in buona salute, quello dell’enoturismo, che vanta 14 milioni di accessi e un fatturato di almeno 2,5 miliardi di euro, ma che stenta a decollare e a non sfruttare tutto il suo potenziale economico e occupazionale per la mancanza di forti strategie pubblico-private che mettano in rete e a sistema le risorse di un Paese in cui il vino e il buon cibo sono fortemente interconnessi con le bellezze artistiche e paesaggistiche di tanti territori.
Per soddisfare l’interesse e le richieste dei suoi lettori, la guida Vinibuoni d’Italia segnala da anni le aziende vitivinicole che offrono ospitalità nelle proprie strutture o in location a esse collegate, evidenziando questo servizio con un’apposita icona messa a lato del nome dell’azienda selezionata in guida. Con Vinibuoni Charming Club, Vinibuoni d’Italia ha voluto fare di più, offrendo per il secondo anno consecutivo un ventaglio di proposte veramente suggestive. Le aziende presenti in questa sezione colgono infatti l’opportunità di valorizzare la loro attività collegando la scoperta dei territori vitivinicoli a una piacevole sosta di relax e/o di degustazione inserita nei territori tipici di produzione.

Sostenibilità e viticoltura green
Vinibuoni d’Italia dedica da anni la propria attenzione all’impegno delle aziende che si sono dotate di standard e codici volontari per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della produzione vitivinicola. Questo impegno viene segnalato in guida con un’apposita icona, che permette al lettore di individuare agevolmente le aziende virtuose. Partendo da queste premesse, Vinibuoni d’Italia, in collaborazione con importanti partner essi stessi impegnati sui valori etici della sostenibilità ambientale – Verallia, Repower e Amorim -, invierà alle aziende ecofriendly il diploma di merito.

100 Anni nel calice
Non esiste nazione dotata di ricchezze storiche, ambientali e artistiche come l’Italia, un paese capace di suscitare innamoramenti negli artisti e nei letterati di ogni epoca. La medesima considerazione si può fare per i vini, perché gli avvenimenti storici, i costumi, il clima hanno fatto sì che ogni regione si configurasse con una propria identità vitivinicola. Dietro questo lungo cammino ci sono tanti attori, ci sono cantine secolari in cui il tempo ha fermato e confermato valori; in cui l’azione dell’uomo ha saputo coniugare la tradizione all’innovazione; filosofie di produzione e di vita; devozione al lavoro e continuità nella ricerca qualitativa; impegno nel vigneto e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni del territorio. L’icona che in guida contiene il numero 100 celebra il ‘saper fare’ e il lavoro delle aziende vitivinicole italiane con 100 e più anni. Con questa indicazione Vinibuoni d’Italia porta al centro dell’attenzione la genialità e la capacità creative che il mondo del vino riveste nel made in Italy.

La cooperazione vitivinicola
Le cantine cooperative, che sono state protagoniste in Italia della salvaguardia e del presidio del patrimonio viticolo e in particolare nella salvaguardia e riscoperta dei vitigni autoctoni, oggi si presentano con una marcata crescita qualitativa, un management di primissimo livello, tecnologie e staff di cantina avanzatissimi e moderne strategie di marketing.
Purtroppo la letteratura di settore è un po’ avara di informazioni sul settore e in particolare non ha considerato appieno i livelli qualitativi che le cantine cooperative hanno raggiunto soprattutto negli ultimi anni, mantenendo contemporaneamente prezzi appetibili. Vinibuoni d’Italia, con la pubblicazione di un inserto specifico, ha offerto l’opportunità a questi grandi protagonisti, che rappresentano quasi il 50% dell’intera produzione della Penisola, di far conoscere ai propri lettori la straordinaria varietà dei vitigni autoctoni che hanno tutelato negli anni, la biodiversità in cui le stesse cantine operano, i vini tipici che producono e che costituiscono una ricchezza determinante per il presente e il futuro dell’enologia italiana.