Riceveranno il Premio Michele D’Innella i giornalisti Davide Rampello, Fabio Piccoli e Alberto Lupini. Partner del premio le aziende La Viarte, Tenuta Carretta e Montalbera

Durante la presentazione della guida alla stampa e contemporaneamente alla premiazione dei vini della Corona, verranno premiati tre importanti firme del giornalismo di settore italiano. Riceveranno il Premio Michele D’Innella i giornalisti Davide Rampello, Fabio Piccoli e Alberto Lupini. Partner del premio le aziende La Viarte, Tenuta Carretta e Montalbera.
A Davide Rampello in collaborazione con l’azienda La Viarte
La Viarte, in friulano ‘primavera’, è una delle più prestigiose realtà vitivinicole dei Colli Orientali del Friuli. Il vigneto di ventisette ettari, gestito con grande passione e cura, è il fiore all’occhiello della cantina impegnata con ben otto varietà autoctone, tra cui il prezioso Schioppettino, la vera anima del piccolo comune di Prepotto dove ha sede l’azienda.
Ogni bottiglia è un gioiello di valore che racchiude la forza del territorio; è l’espressione poetica di vini che racchiudono al loro interno un’anima sincera e schietta, frutto di passione e di professionalità. Qui la qualità si fa emozione, purezza di armonie che si esprimono al palato attraverso la forza di un perfetto equilibrio. La Viarte fonde nei suoi vini vigna e persone; incontro di tradizione e nuove idee; complessità ed eleganza; corrispondenza ai vitigni e grande finezza.
Titolare dell’azienda è Alberto Piovan che nel farsi partner del premio Michele D’Innella, sottolinea la sua collaborazione: “Ho aderito volentieri all’iniziativa della guida Vinibuoni d’Italia, perché credo che le collane Touring dedicate ai vini, alla gastronomia e all’enoturismo ideate dal compianto direttore Michele D’Innella con la sua capacità di saper comunicare questi argomenti con acutezza e originale senso critico, in un panorama di sostanziale conformismo, abbiano contribuito alla crescita culturale dell’intero settore. Davide Rampello a cui l’azienda ha il piacere di consegnare a Merano il premio intitolato al Direttore si colloca in un percorso di originalità che disegna con immediatezza i mille paesi e paesaggi, noti e meno noti, che fanno dell’Italia un universo enologico e gastronomico di importanza inestimabile tutto da scoprire. Ho aderito come azienda per raccontare con esso il bellissimo territorio che mi ospita, i Colli Orientali, e promuovere i grandi vini che ci regala.”

• Ad Alberto Lupini in collaborazione con l’azienda Montalbera

L’azienda agricola Montalbera sorge in un territorio compreso fra i comuni di Grana, Castagnole Monferrato e Montemagno. La cantina è circondata da vigneti di proprietà disposti in forma circolare a corpo unico in posizione interamente collinare, con esposizioni diverse e suoli che vanno dall’argilloso al calcareo. Da generazioni la famiglia Morando crede e investe nella viticoltura piemontese e da anni si dedica con passione alla valorizzazione dell’autoctono Ruchè. E grazie a questo impegno costante, oggi Montalbera si pone di diritto tra le grandi realtà vinicole del Piemonte. Rigore e progettualità. Interpretazione e terroir. Queste sono le basi della filosofia produttiva Montalbera. Un pensiero che mette al centro di tutto il vino frutto, esaltando le grandi peculiarità dei vigneti, interpretandone le caratteristiche e declinandole in modi diversi, dall’acciaio al legno, dalla sovra-maturazione all’appassimento, così da valorizzare al meglio la sfaccettata personalità di ciascun vitigno.
“Montalbera è particolarmente vicina all’approccio della guida Vinibuoni d’Italia, in primis per la grande attenzione ai vitigni autoctoni. La nostra azienda ha investito e continua ad investire nel Ruchè, varietà autoctona monferrina di cui Montalbera è tra i principali interpreti. Quando si parla di autoctoni, conosciamo bene l’importanza della comunicazione e per questo non possiamo che apprezzare il lavoro svolto dal curatore della guida, Mario Busso, e dai suoi collaboratori” – dichiara Franco Morando. Quest’anno,con la guida Vinibuoni d’Italia, premiamo con grande piacere un giornalista, Alberto Lupini, che dirige una delle testate più rilevanti per il mondo HORECA e un portale che è un vero e proprio punto di riferimento per l’intero comparto enogastronomico. Siamo onorati di consegnare questo premio e di farlo in un contesto d’eccezione come quello del Merano WineFestival, in un anno per noi di grande importanza: Montalbera compie infatti dieci anni e proprio in queste settimane abbiamo ultimato i lavori della nuova cantina, lavori che hanno portato ad un ampliamento di 600 mq rispetto alla struttura precedente. Un traguardo ambizioso che mira a posizionare la nostra azienda e, più in generale, le terre del Ruché, tra i riferimenti dell’enoturismo piemontese, nel cuore di un paesaggio che è patrimonio dell’Unesco.

• A Fabio Piccoli in collaborazione con Tenuta Carretta
Tenuta Carretta è la più antica delle aziende piemontesi: il 28 novembre 1467, con atto pubblico, Andrea Damiano consignore di Piobesi dà e concede a coltivare a mezzadria le sue vigne “in loco dicto ad Carretam”. È un documento di fondamentale importanza storica: attesta l’esistenza della Tenuta e al tempo stesso la qualità di un vigneto, quello del Podio appunto, che – oggi come allora domina i vigneti circostanti, tutti di proprietà. I vigneti che fanno parte di Tenuta Carretta sono parte del distretto viticolo Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuto nel 2014 dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, e si estendono oggi su 65 ettari. La parte più rilevante, 35 ettari, è rappresentata da un unico appezzamento che si estende ad anfiteatro tutto intorno alla cantina. Ma i vigneti di proprietà comprendono anche un appezzamento di 2,6 ettari a Barolo, nella prestigiosa collina di Cannubi: da qui trae origine l’uva nebbiolo destinata alla produzione dei celebri Barolo Cannubi e Barolo Cannubi Riserva e altri vigneti a Treiso (per il Barbaresco) e ad Alba (per Nebbiolo d’Alba e Dolcetto d’Alba). Dal 1985 l’azienda è proprietà della famiglia Miroglio, di Alba, fondatrice e proprietaria dell’omonimo gruppo industriale tessile.
Giovanni Minetti dal 2014 è l’AD del gruppo Terre Miroglio, che a Tenuta Carretta associa anche l’azienda Malgrà (di Mombaruzzo, nel Monferrato astigiano) e la Edoardo Miroglio Winery, di Elenovo (Bulgaria).

Minetti spiega che: “Tenuta Carretta crede da sempre nei vitigni autoctoni: i nostri vigneti sono di Nebbiolo, Arneis, Favorita, Dolcetto e Barbera, e questo ci avvicina a Vinibuoni sin dalle prime edizioni. Il successo delle aziende vitivinicole – e non solo di quelle piemontesi – è destinato a crescere se sapranno investire nella comunicazione e nell’ospitalità legata al turismo specializzato. A livello aziendale tutti i produttori hanno dovuto investire prima nei vigneti e in cantina, per ricordarci che il vino è un prodotto vivo, che ha bisogno di salvaguardia della propria naturalità come ha bisogno di igiene e di pulizia. Ora, come produttori, dobbiamo far sapere al mercato in che cosa consiste la nostra specificità, quali sono i valori dei diversi territori di origine che il vino sa esprimere come forse nessun altro prodotto al mondo. Per questo noi di Tenuta Carretta abbiamo scelto di abbinare il nostro marchio al premio che Vinibuoni conferisce a Fabio Piccoli. Perché siamo in sintonia con lui e con il suo modo di analizzare le problematiche del nostro mondo con lucidità, competenza e con un “taglio” sempre attuale attraverso i suoi libri e attraverso la sua newsletter, Wine Meridian.