Non si arresta il successo del Pignoletto che dai Colli Bolognesi, faro della denominazione e culla dell’enologia del territorio, conquista sempre più mercati, anche grazie a sapienti sinergie e strategie lungimiranti.

Se l’Emilia Romagna è senza ombra di dubbio la regione più nota per le tradizioni culinarie, in Italia e nel mondo, è altrettanto vero, ora più che mai, che la richiesta e l’attenzione verso l’enologia del territorio è sempre più forte. Una tendenza ben marcata per il Pignoletto, che esce sempre più dai confini locali per guadagnarsi quote di mercato, con ottime progressioni di vendita a volume.

I dati parlano chiaro: la vendita di Pignoletto DOC e Colli Bolognesi Pignoletto DOCG sugli scaffali dei supermercati è aumentata del 13%, per un volume totale di circa 33mila ettolitri ed un valore della produzione stimato in circa 13 milioni di euro. Nelle campagne del territorio che si estende tra Modena e Faenza nel corso del 2016 i quintali prodotti sono stati 155mila, con un aumento della superficie coltivata a Pignoletto di circa 200 ettari. Certo, come per tutto il paese, nel 2017 si è dovuto fare i conti con una riduzione di circa il 30% delle uve, ma le richieste, come le aspettative, si mantengono alte. “Il trend di crescita conferma ancora una volta il valore del prodotto” dice Giacomo Savorini, Direttore dei due Consorzi “e l’indispensabile sinergia tra le cantine dei Colli Bolognesi e i grandi produttori del Consorzio Pignoletto. Sono dati che ci confortano e che ci spingono a lavorare sulla strada intrapresa.” Se infatti il Consorzio Pignoletto Emilia Romagna può contare su numeri importanti, con i 12 milioni di bottiglie di Pignoletto – per il 95% frizzante e spumante – prodotti ogni anno, è la produzione artigianale dei vignaioli delle colline che circondano Bologna a fungere da traino ad un riconoscimento del Pignoletto su scala nazionale ed internazionale.

Emerge come i gusti degli italiani si orientino sempre più verso i bianchi frizzanti, con una decisa e rinnovata attenzione alla qualità, dirigendo i propri acquisti verso i vini a denominazione d’origine. Un risultato ancor più positivo se confrontato con la generale contrazione dei consumi familiari, che conforta i produttori di Pignoletto DOC, riuniti nel Consorzio Pignoletto Emilia Romagna, e della Colli Bolognesi Pignoletto DOCG, riuniti nel Consorzio Vini Colli Bolognesi, al vertice della piramide qualitativa.

Risultati che sono frutto di sinergie tra i vari protagonisti della filiera vino: da un parte il deciso incremento del turismo nella zona di Bologna ha visto un rinnovato impegno di ristoratori ed enotecari nella promozione del vino del territorio, così come una intensa e nuova richiesta da parte del consumatore, anche giovane, sempre più attento alla qualità.

E se l’entusiasmo per i risultati italiani è alto, i dati riguardanti le performances estere non sono da meno, a partire della Gran Bretagna: a ridosso delle festività le bottiglie di Pignoletto sono andata esaurite da Waitrose, blasonata insegna della grande distribuzione del Regno Unito, risultati oltre le aspettative anche da Sainsbury’s, e inserimento del Pignoletto nella carta dei vini della catena di ristoranti italiani Carluccio’s.

“Sono notizie che ovviamente ci fanno molto piacere e indicano come le ottime performance che stiamo registrando nella moderna distribuzione in Italia trovino riscontro anche, a parità di canale, nel Regno Unito. – commenta Francesco Cavazza Isolani, Presidente dei due Consorzi– Gli inglesi, d’altronde, sono grandi amanti di spumanti e vini frizzanti italiani e continuano a cercare le bollicine del nostro Paese e desiderano sperimentare qualcosa di diverso come il nostro Pignoletto. Interesse dimostrato anche nel corso degli educationals per la stampa effettuati sul territorio e dimostrato da diversi articoli e approfondimenti sul Pignoletto, in Italia e all’estero”.

Risultati frutto di strategie lungimiranti, che hanno visto anche la nascita della denominazione Pignoletto Emilia Romagna, il cui Consorzio è presieduto e diretto dai medesimo vertici del Pignoletto Colli Bolognesi Docg, a tutela di qualità e condivisione di missioni e filosofie produttive.

Politiche che vedono consorzi e produttori impegnati a 360 gradi, come conferma Francesco Cavazza Isolani, su molteplici fronti. Continuerà il lavoro di comunicazione e conoscenza verso i mercati stranieri, visti gli entusiasmanti risultati, con il “tour europeo” di promozione dei vini del Consorzio Vini Colli Bolognesi, partito nel 2017 a seguito dell’assegnazione del bando regionale per lo sviluppo di attività di promozione e informazione, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Europeo 2014-2020, le prossime tappe saranno il ProWein di Dusseldorf (18-20 marzo), preceduto da un evento a Francoforte, ad InCantina, enoteca nata dalla partnership tra alcuni imprenditori privati e l’Enoteca Regionale Emilia Romagna. Immancabile la presenza a Vinitaly ad Aprile e alla London Wine Fair del 21/23 Maggio.

Impegni e risultati che non fanno che sottolineare come impegno e qualità, uniti a rispetto della tradizione come a modernità di politiche e contenuti siano una garanzia per il comparto vinicolo e per il consumatore più attento.

Prodotto nelle province di Bologna-Imola e Modena, così come in parte di Ravenna – ha nella Docg Colli Bolognesi il vertice di una piramide di viticoltori che puntano con decisione alla qualità. Il Pignoletto DOC viene prodotto per il 95% in versione frizzante e spumante, mentre nei Colli Bolognesi Pignoletto DOCG troviamo le versioni frizzante, spumante, ferma con il Superiore e Classico Superiore e perfino Passito. Vini che esprimono il carattere di estrema versatilità del Grechetto Gentile, peculiarità che lo rende unico nel panorama italiano.

Consorzio Vini Colli Bolognesi
Fondato nel 1971
Comprende il 96% dei produttori di vini DOCG e DOC del territorio dei Colli Bolognesi
70 viticoltori
40 cantine
640 ettari di superficie vitata
40mila bottiglie in media per cantina
10 tipologie di vini

Consorzio Pignoletto Emilia Romagna
Fondato nel 2013
8mila viticoltori
26 grandi soci
1.500 ettari di superficie vitata
12 milioni di bottiglie
95% Spumante e frizzante