Fra arte, vino, cultura e turismo

 

Se puntate un dito sulla cartina d’Europa, cercando di individuarne il punto centrale, molto probabilmente il vostro dito sarà capitato sul Trentino. E nel centro del Trentino sta Rovereto. Esattamente sullo spartiacque fra nord e sud del vecchio continente, ma anche sulla linea mediana che delimita l’ovest dall’est.
Insomma, qui siamo nel cuore del cuore d’Europa, un “cuore” dinamico, ma anche a misura di persona, infatti questa è la terra che occupa stabilmente, ogni anno, i primissimi posti delle classifiche nazionali sulla qualità della vita. Se n’erano già accorti gli illustri viaggiatori che a partire dal Settecento iniziavano da qui il loro “grand tour” alla scoperta d’Italia. Una porta d’ingresso frequentata e ammirata da grandi scrittori, intellettuali, artisti. Una forma di turismo “ante litteram”, verrebbe da dire: sorprendentemente già legata al vino e alla cultura enologica. Basti pensare ad esempio a Mozart, sommo cantore del Marzemino lagarino, vino immortalato nel secondo atto del Don Giovanni. A Vienna infatti, in quegli anni, il vino più in voga era proprio il Marzemino lagarino, che riusciva a giungere in questa città nonostante i pesanti veti di Trento. Il Marzemino celebrato (e gustato) da Mozart proveniva in gran parte dal territorio del Comun Comunale, l’antica istituzione amministrativa che riuniva i comuni della sponda destra dell’Adige fra Aldeno e Isera che si occupava della difesa di interessi collettivi e della gestione del territorio e dei beni comuni (boschi, ponti, strade). Si trattava di una libera comunità che si governava con organi propri secondo una propria Carta di Regola. Inizialmente ne facevano parte sedici comuni, in seguito sette: Aldeno, Cimone, Isera, Nogaredo, Nomi, Pomarolo, Villa Lagarina, tutti nell’attuale provincia di Trento. Il centro principale di produzione era, allora come oggi, la giurisdizione di Isera, tanto che ad essa spettava fissare il prezzo di vendita di questo vino.
L’area si sta nuovamente segnalando grazie alle iniziative intraprese dall’Amministrazione comunale di Rovereto, in particolare quelle dedicate ai valori dell’ecosostenibilità in viticoltura a cui la guida Vinibuoni d’Italia del Touring presta molta attenzione. Proprio a Rovereto è sorto un nuovissimo centro di eccellenza dedicato alla ricerca e al fare impresa applicati alla green economy. Si chiamerà “Manifattura domani” ed è un ennesimo esempio di come questa città sappia coniugare tradizione e visione di futuro, vocazione storica e apertura al mondo. Ma è anche un esempio di come si possa coniugare ambiente e sviluppo, specie nel campo vitivinicolo. E non a caso, l’Amministrazione comunale di Rovereto sta ponendo da alcuni anni molta attenzione alle produzioni “bio” e “naturali”, tanto che nel 2011 è anche sorta a Rovereto una speciale rassegna internazionale -“NaturaMente Vino”, dedicata espressamente a questo tipo di produzioni, dall’Italia e dal mondo.
In Vallagarina, territorio favorito climaticamente dall’incontro delle Alpi con la pianura e protetto dal Lago di Garda, è nata la prima Strada del vino e dei sapori riconosciuta in Trentino. Legami ancestrali, pagine di vita e di viti hanno scritto la storia di coloro che abitano questa superba vallata. Vitigni storici, come il Marzemino, giunto a noi attraverso innumerevoli peripezie, al limite tra il magico e il misterioso, unitamente al Bianco Nosiola all’elegante Merlot, al possente Cabernet al fragrante Moscato, fino all’aroma fruttato del Müller Thurgau sono tentazioni allettanti per scoprire abbinamenti gastronomici unici. Qui, in un progetto di turismo integrato, 100 soci si sono dati l’obbiettivo comune di far conoscere al turista i luoghi ma soprattutto i cibi e i vini lagarini.
La ricchezza del suolo e di microclimi ha influenzato nel tempo la varietà di prodotti enogastronomici: oltre ai vini la cui produzione supera il 40% di quella provinciale possiamo trovare la carne equina, il Vezzena, i formaggi del Monte Baldo, i marroni di Castione e gli ortaggi biologici della Val di Gresta.
La gastronomia ed i piatti tipici sono quelli della cucina trentina con qualche influsso della tradizione culinaria ereditata dai veneziani. 
Nei ristoranti è disponibile una ricca gamma di piatti caratteristici, spesso rivisitati dalla fantasia dei cuochi. Su questi piatti il Marzemino non ha cedimenti e ci conforta con il piacere del suo sorso e con i richiami mitologia! Recenti indagini fanno ritenere che i semi originari dell’uva Marzemino provengano addirittura dalla città di Merzifon, in Paflagonia, come scriveva Omero, il paese di Diomede. Secoli e secoli di peregrinazioni nella “culla” mediterranea: le uve Marzavi sono citate prima in antichi registri commerciali a Cipro, poi sulla costa dalmata e via via nei centri di scambi agricoli lungo la foce del Po e dell’Adige, fino a giungere ai piedi delle Dolomiti. Un viaggio avventuroso, legato anche ad altre, affascinanti leggende, come quella che risale al secolo scorso, secondo la quale il nome Marzemino deriva dalla denominazione di un villaggio della Carniola, centro rurale ora scomparso, situato tra la Carinzia e la Slovenia, paese chiamato appunto Marzmin. Su questo affascinante vino immancabili i canederli (in brodo o al sugo), gli strangolapreti, gnocchetti di pane e spinaci, a volte arricchiti con ricotta o con verdure selvatiche, conditi con burro fuso o creme di formaggi, gnocchi di patate, polenta di granoturco (servita anche ai ferri o pasticciata) accompagnata da spezzatini (famosissimo il “tonco del potesèl”), da funghi e formaggi. 
Personalmente, nelle versione giovane e fresca, Il Marzemino lo abbino volentieri anche sulla carne salada, di cui ogni cuoco custodisce gelosamente gli ingredienti e le modalità della concia.

I Marzemino premiati nell’edizione 2015 della guida

 

  • Cantina d’Isera – Trentino Superiore Doc Marzemino d’Isera Vignetti 2010
  • Cantina Mori Colli Zugna – Trentino Superiore Doc Marzemino d’Isera Terra di San Mauro 2011
  • de Tarczal – Trentino Superiore Doc Marzemino d’Isera 2011
  • Vivallis – Trentino Superiore Doc Marzemino dei Ziresi 2012