Sotto le mura del Castello di Monticello d’Alba, a Cin Roero 2016 si è brindato con i vini della rive gauche del fiume Tanaro, presentati per l’occasione dalle giovani generazioni di produttori del Roero.
Madrina della manifestazione è stata la guida Vinibuoni d’Italia che ha consegnato alle sorelle Monica e Daniela Tibaldi un particolare riconoscimento, per sottolineare il rinnovamento generazionale in atto nelle colline vitate del Roero e l’impegno imprenditoriale delle donne nella vitivinicoltura (27% in Italia).
Una sottolineatura importante che anche nel Roero evidenzia un trend in atto nel settore. Secondo Nomisma Wine Monitor e Agia-Cia (Associazione giovani imprenditori della Confederazione italiana agricoltori), sono circa 24.000 i giovani produttori di vino italiani e le aziende di questi giovani crescono proporzionalmente il doppio delle aziende “senior” con la metà del credito, perché usano la rete e i social media per promuovere le loro bottiglie dentro e fuori i confini nazionali e studiano marketing.
L’identikit dei giovani produttori di vino?
Il 60% ha rilevato l’impresa di famiglia e più della metà svolge attività multifunzionali.
Hanno tra i 25 e i 36 anni e posseggono un’istruzione medio-alta (75% diplomati e 15% laureati); parlano inglese e oltre il 90% ha un’ottima conoscenza del web; in otto casi su dieci si connettono quotidianamente a internet, mentre in cinque casi su dieci usano la rete per promuovere i propri prodotti, raggiungendo più facilmente i consumatori e ampliando la propria clientela. Ma non solo: soprattutto con i social possono condurre indagini di mercato per comprendere e anticipare i gusti e le esigenze dei compratori, orientando la propria offerta.