La sensibilità delle aziende vitivinicole verso i temi della sostenibilità fanno dell’Italia uno dei primi paesi ad aver preso coscienza di queste tematiche.
Produrre in modo sostenibile è sicuramente il futuro del vino. A pretenderlo sono le emergenze del
pianeta, ma anche e soprattutto la natura stessa del vino, non più alimento ma bevanda che si consuma per piacere. La produzione si basa sul rispetto di ambiente e paesaggi e sull’etica sociale, facendo quadrare – proprio grazie ai primi due requisiti – anche il terzo pilastro della sostenibilità, quello economico. Definire in modo univoco e condiviso quando un vino possa dirsi sostenibile, comunicarlo e farlo comprendere ai consumatori è una sfida che i produttori si sono imposti, perché la domanda si polarizza sempre di più verso prodotti socialmente corretti.
La guida Vinibuoni d’Italia in questi anni ha monitorato questa tendenza evidenziando, con un’apposita icona, quelle aziende vitivinicole che hanno adottato, in vigneto e in cantina, criteri e tecniche di produzione sostenibili soprattutto dovute al perseguimento di obiettivi di qualità e di tutela del territorio, investendo su un uso corretto e combinato degli strumenti disponibili. Quale conseguenza della crescente sensibilità dei consumatori verso i temi legati alla sostenibilità dei prodotti e all’impegno dei vignaioli, il vino è diventato il prodotto ‘bandiera’ dello sviluppo sostenibile.

La collaborazione intrapresa da Vinibuoni d’Italia con Repower è un nuovo tassello che si inserisce in questo mosaico di iniziative volte a promuovere un concetto di sostenibilità a 360 gradi, di cui la mobilità rappresenta un aspetto chiave. Molte cantine, specie se attrezzate per l’ospitalità agrituristica o di degustazione, si sono già attrezzate per venire incontro a chi ha iniziato a muoversi su auto elettriche Plug-in, offrendo loro un servizio di ricarica. Infatti l’auto elettrica si prefigura come l’alternativa sostenibile alla mobilità tradizionale. Il più grande limite di oggi alla diffusione di questa tecnologia è rappresentato dalla scarsa capillarità delle infrastrutture di ricarica. Sulla scorta di questo dato, con Repower, la guida Vinibuoni d’Italia si è posta l’obiettivo di sostenere la diffusione di questa tecnologia, proprio perché la rivoluzione della mobilità sostenibile può trovare nelle cantine, e nei loro frequentatori, un valido alleato. Offrire all’enoturista il servizio di ricarica, al di là di rafforzare il messaggio etico fortemente sostenuto dalla guida Vinibuoni d’Italia, rappresenta senza dubbio un’opportunità economica per le cantine stesse che diventerebbero veri punti di approdo nella mappa dei punti di ricarica italiani. Tutto questo avvalorato ulteriormente dal fatto che l’enoturismo accoglie soprattutto i flussi del Nord e della MittelEuropa, dove la coscienza ambientalista è maggiormente sviluppata.