Spaghettone con  pesto di finocchietto, pistacchio, mandorle e gamberi

Dattilo - Strongoli (kr)
gamberi qb - pesto di finocchietto  - 200 g finocchietto fresco sbollentati e tritati - 70 g mandorle  - 30 g pistacchi  - 20 g olio - 10 g acqua Far marinare i gamberi con olio, sale, succo di limone e bucce di arance. Mettere le mandorle e i pistacchi a bagno per una notte. Sbollentare il finocchietto in acqua salata, poi fissare la clorofilla immergendola in acqua ghiacciata, asciugare e tritare. Inserire tutti gli ingredienti nel pacojet e procedere con l’abbattimento a pacossare. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Nel frattempo, in una padella mettere uno spicchio d’aglio senza anima, 4 acciughe e olio extravergine d’oliva; sciogliere le acciughe, rimuovere l’aglio e aggiungere il pesto nella padella. Quando la pasta è pronta, saltarla in padella con il condimento e mantecare con qualche goccia di succo di limone. Impiattare al centro di un piatto fondo e infine aggiungere i gamberi sopra.

Abbinamento
Piatto dalla grande varietà aromatica, arricchito dal cenno cromatico del gambero. Il Prosecco Doc Rosé Extra Brut potrà accompagnare i veri appassionati, capaci di guardare oltre, lungo un viaggio gioioso tra sapori autentici.

La Chef: Caterina Ceraudo
Caterina Ceraudo, nata nel 1987, è alla guida della cucina del ristorante Dattilo dal 2013, situato nell’azienda agricola di famiglia in Calabria. La sua passione per la cucina è iniziata nel 2006 lavorando in sala e occupandosi della carta dei vini. Laureata in enologia nel 2011 presso l’Università di Pisa, unisce con competenza i vini di famiglia ai suoi piatti. Nel 2012 ha frequentato l’Accademia Niko Romito, dove ha sviluppato uno stile essenziale e raffinato che valorizza la materia prima. È stata eletta Donna Chef dell’Anno nel 2016 e nel 2017 e mantiene la stella Michelin del Dattilo grazie a una cucina elegante e moderna. Nel 2019 ha ottenuto la Stella Verde per il suo impegno nella sostenibilità, promuovendo produttori locali e una cucina senza sprechi.

Asparago verde, gel di tamarindo, emulsione alla rapa rossa e pesto di basilico

Casa Perbellini - Verona
Tornire 8 asparagi verdi “Jumbo”.
Emulsione di barbabietola: 300 g di succo di barbabietola ridotti a 100g - 40 g di latte di soia - 150 g di olio di vinaccioli - 10 g di succo di limone - Sale q.b
Pesto: 25 g di basilico in foglie - 40 g di parmigiano- 10 g di pinoli tostati - 10 g di nocciole e mandorle 25g olio EVO
Mixare il tutto
Gel di tamarindo: 10 g di tamarindo - 70 g di aceto di riso - 35 g di zucchero moscovado - 100 g di salsa teriyaki - 50 g di soia - 50 g di ponzu - 100 g di tosazu
20g g di sweet chili
Far bollire, una volta raggiunta la consistenza mielosa, spegnere e aggiungere:
20 zenzero e 4 stecche di lemon grass
Lasciare in infusione 1 ora e filtrare.
Cuocere gli asparagi in un sauté con una noce di burro, brodo vegetale e una presa di sale.
Glassarli e disporli nel piatto.
Guarnire con tamarindo ed emulsione di barbabietola, aggiungere qualche spuntone di pesto e terminare con fiori e germogli.

Abbinamento
Piatto che esalta la semplicità degli elementi, segno distintivo di chi riesce a interpretare la cucina senza guardare il valore economico della materia prima, ma l’insieme che, nell’assemblaggio, riesce a tirare fuori estro, tradizione e coraggio. Oggi lo premiamo con un abbinamento estroverso: un Prosecco Doc Extra Brut dai profumi agrumati, con piacevoli risvolti accattivanti che stimoleranno l’abbinamento.

Lo Chef: Giancarlo Perbellini
Nato nel 1964 a Bovolone (VR), Giancarlo Perbellini cresce in una famiglia legata al mondo della ristorazione e della pasticceria. La vicinanza al nonno Ernesto, grazie al quale sviluppa la passione per la cucina, la scuola alberghiera, le numerose esperienze nei grandi ristoranti di Italia e Francia, segnano profondamente la sua formazione. Nel 1989, a 26 anni, apre il ristorante “Perbellini” a Isola Rizza: nel 1996 conquista la prima stella Michelin e nel 2002 la seconda. Nel 2014 Perbellini apre “Casa Perbellini” in piazza San Zeno, a Verona. Nove anni dopo, annuncia il trasferimento della sua “Casa” in un luogo speciale della città, la storica insegna 12 Apostoli, dando inizio a una nuova entusiasmante avventura, che, un anno dopo, viene celebrata con la terza stella Michelin. Un prestigioso traguardo che rappresenta lo stimolo migliore per riempire ancora molte pagine di un racconto personale e professionale

Ostrica con crema di erbe e mandorle

Condividere - Torino
1 kg di pomodoro verde - 250 g di di di finocchietto selvatico - 200 g di di acqua - 100 g di olio extra vergine di oliva - 25 g di mandorle - 5 g di sale fino - 400 g di latte di mandorla - 200 g di acqua di pomodoro
80 g di friggitello senza semi - 60 pesto di finocchietto - 42 g di composta limoni - 40 g di spinaci
30 g di scalogno tritato - 20 g di lattuga di mare - 10 g di colatura di alici - 9 g di basilico - 2 g di cumino
2 g di foglia di menta - 2 g di coriandolo in foglie - 2 g di anice stellato - 1/2 lemongrass - 200 g di acqua di ostriche - 150 g di ostriche - 625 g di olio di semi girasole - 10 g di succo di limone - 1 g di Xantana
200 g di - 100 g di foglie di prezzemolo - 1 spicchio aglio - 1/2 peperoncino - 4 ostriche Erba ostrica - Salty finger - Foglie di amaranto
Tagliare i pomodori a pezzi e frullarli. Versare il succo ottenuto su un canovaccio, posizionato su una teglia forata, e conservare in frigorifero per almeno 12 ore. Successivamente,strizzare bene il pomodoro per recuperare il liquido. Eliminare la parte finale più legnosa del finocchietto, sbollentarlo e raffreddarlo subito. Tritarlo finemente e unire tutti gli ingredienti in un bicchiere da Pacojet, pacossando almeno tre volte per ottenere unaconsistenza più liscia. Soffriggere lo scalogno con cumino e anice senza farlo colorire. Tagliare i friggitelli a julienne, aggiungere l’acqua di pomodoro e ridurre il volume della metà. Aggiungere il latte di mandorle e proseguire la riduzione fino a ottenere un terzo del volume iniziale. Aggiungere il lemongrass tagliato e lasciarlo in infusione per pochi minuti, quindi rimuovere i profumi e lasciare raffreddare leggermente. Aggiungere tutti gli ingredienti, tranne la colatura, e frullare nel Thermomix per due minuti. Filtrare il compostoe raffreddarlo su un bagnomaria di ghiaccio, quindi incorporare la colatura. Aprire le ostriche e sciacquarle nella loro acqua, quindi filtrare quest’ultima con un colino a maglia fine. In un bicchiere stretto e alto o in un frullatore, inserire tutti gli ingredienti, tranne l’olio, e azionare il frullatore aggiungendo l’olio a filo per emulsionare. Versare la maionese ottenuta in un sifone, inserire due cariche di gas, agitare bene e utilizzare una punta finesul sifone. Versare il composto in una vaschetta contenente azoto liquido e mescolare immediatamente con una frusta per ottenere piccole scaglie ghiacciate. Soffriggere aglio e peperoncino nell’olio, trasferire nel Thermomix insieme al prezzemolo e frullare alla massima velocità per tre minuti, quindi filtrare con un colino a maglia fine e conservare in frigorifero. Per la presentazione finale: aprire le ostriche e pulirle accuratamente. Disporre il curry d’erbe in un piatto fondo, adagiarvi l’ostrica pulita, aggiungere un filo d’olio verde,coprirecon le scaglie di maionese e completare con erbe aromatiche fresche.

Abbinamento
Pochi elementi nel titolo ma incredibile tecnica di esecuzione, sono questi i piatti stimolanti per far agitare i nostri sensi, laddove oltre a leggerne la composizione, sarà richiesta la sensibilità di valutazione e proprio per questo non dovremo mischiare la cerebralità della ricerca ma l’immediatezza e quindi perché non un Prosecco Doc Extra Dry, che svolgerà, come da tradizione, il compito di accogliere e ripulire il palato lasciando il meritato spazio di leggere la tridimensionalità del piatto.

Lo Chef: Federico Zanasi
Nato nel 1975 a Castelfranco Emilia, Federico Zanasi ha frequentato la scuola alberghiera Serramazzoni di Modena. Dopo gli studi inizia a lavorare presso il ristorante Amerigo 1934. Le sue esperienze comprendono attività lavorative negli USA, in Spagna e 10 anni con Moreno Cedroni, sia nel ristorante La Madonnina del Pescatore che nel ristorante Il Clandestino. Durante il congresso gastronomico di Identità Golose, nel 2011, viene inoltre premiato come migliore sous chef dell’anno.Dal 2012 al 2016 è stato Chef del ristorante dell’Hotel Principe delle Nevi di Cervinia. Nel 2016 ha iniziato la sua esperienza in Nuvola HQ di Lavazza a Torino ed inizia a progettare con Ferran Adrià Condividere, il ristorante del gruppo Lavazza di cui è l’Executive Chef.

Tagliolini all’Astice Blu della Sardegna

Confusion - Porto Cervo (SS)
300 g di farina 00 - 200 g di tuorli d’uovo - 150 ml di latte di cocco - Zenzero, lemongrass e scorza grattugiata di 1 lime q.b. - 20 pomodori datterini - 2 astici blu della Sardegna
Impastare gli ingredienti fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Lasciare riposare in frigorifero per un’ora, quindi stendere delle sfoglie di pasta dello spessore di circa 1 mm. Tagliare le sfoglie con la “chitarra” e formare dei nidi da circa 120 g. Lavare 20 pomodori datterini e inciderli “a croce” sulla punta. Sbollentarli in acqua bollente salata per circa 20 secondi, quindi raffreddarli in acqua e ghiaccio. Una volta freddi, pelarli e disporli su una placca da forno. Condire con olio, sale, aromi, uno spicchio d’aglio in camicia e una spolverata di zucchero a velo. Infornare a 110°C per circa un’ora.
Far ridurre leggermente il latte di cocco. Togliere dal fuoco e mettere in infusione il lemongrass e lo zenzero per 15 minuti. Filtrare, mixare, aggiustare di sale e infine aggiungere la scorza di lime grattugiata. Separare chele e braccetti di due astici. Cuocere in acqua bollente: le chele grandi per 3 minuti e mezzo, le chele piccole e i corpi con la testa per 2 minuti e mezzo. Raffreddare in acqua e ghiaccio, quindi estrarre la polpa dalle chele aiutandosi con il dorso di un coltello; per il corpo, utilizzare una forbice. Una volta pronti tutti gli ingredienti, tagliare l’astice a pezzi e farlo rosolare in padella con un goccio di olio extravergine. Aggiungere i pomodorini confit, schiacciandoli leggermente con un cucchiaio, e bagnare con acqua di cottura della pasta. Cuocere i tagliolini in acqua bollente salata per circa 2 minuti e mezzo. Scolare e mantecare in padella con olio extravergine e basilico tagliato a julienne. Impiattare e completare con la salsa al latte di cocco. Terminare il piatto con basilico greco e un filo di olio EVO. Impiattare e servire.

Abbinamento
Piatto di grande complessità, dovuta ai tanti elementi. Per questo piatto, si consiglia un Prosecco Doc Brut dal naso di chiara matrice floreale, fruttata e minerale, che introduce a un assaggio secco, equilibrato e saporito, che si conclude in armonia, lasciando un finale asciutto e soddisfatto.

Lo Chef Italo Bassi
Italo Bassi è uno chef romagnolo riconosciuto a livello internazionale. Ha iniziato la sua carriera al Trigabolo di Argenta con Igles Corelli e, a soli 19 anni, ha lavorato all’Enoteca Pinchiorri di Firenze, contribuendo nel 2003 alla riconquista della terza stella Michelin. Nel 2015 ha fondato il suo progetto personale, il ristorante Confusion a Porto Cervo, che è diventato il primo locale stellato della Costa Smeralda. Nel 2025 ha ottenuto una seconda stella con Finestra a Bonifacio, entrando così tra i pochi chef italiani premiati dalla Guida Michelin sia in Italia che in Francia. La sua cucina si distingue per un equilibrio tra tecnica, identità e visione, con ogni piatto che racconta una storia e ogni esperienza culinaria studiata per suscitare emozioni.

Gamberi viola di Gallipoli, alghe e salsa di cocco al curry verde

Berton - Milano
per la salsa al curry verde: 200 g di latte di cocco - 40 g di zenzero - 4 spicchi di aglio - 4 lemongrass - 10 g di pasta di curry verde - 24 g di basilico - 6 mazzi di bieta sbollentata (100 g di parte verde delle biete sbollentata e raffreddata) - 10 g di succo di lime - sale . Far bollire il latte di cocco con la pasta di curry per 5 minuti, aggiungere gli aromi e lasciare in infusione per un’ora. Filtrare, raffreddare e frullare con le biete e il basilico. Aggiustare il lime. Filtrare nuovamente e tenere da parte.
per la cialda croccante di gamberi: 310 g di albume pastorizzato - 100 g di olio di semi di girasole - 180 g di farina frolla - 8 g di sale fino - 26 g di Trisol - 120 g di acqua - 35 g di salsa tahina - 10 g di polvere di gamberi
Unire tutti gli ingredienti della cialda croccante e frullare fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.Utilizzando la macchina per le cialde preriscaldata, adagiare al centro della piastra una testa di gambero, versare 10 grammi di composto, pressare e cuocere per 4 minuti. Tagliare la cialda con un coppapasta da 8 cm e lasciare raffreddare.
per la salsa di gamberi: 300 g di teste di gamberi - 6 g di salsa Worchestershire - sale
Unire le teste e la salsa e frullare per 3 minuti per poi cuocere a 70C° per 7 minuti, filtrare, aggiustare di sale e far ridurre.
per la salsa di gamberi: - 100 g di burro - 1 cipolla - 20 teste di gambero - 100 g di brandy - 200 gr di datterini - 1 l di acqua - 200 g di panna - 40 g di salsa di gamberi ridotta
Rosolare le cipolle con il burro, aggiungere le teste di gamberi e arrostire, aggiungere i datterini tagliati, portare
a bollore, sfumare con brandy e aggiungere l’acqua e la panna. Ridurre di 1/3 e filtrare. Aggiustare di sale e aggiungere 40 g di salsa ridotta.
per la spuma di crostacei: - 35 g di Proespuma a caldo - 600 g di base di salsa di gamberi.
Frullare e porre in un sifone a 60 C°.
per il croccante alle alghe fritto: - 1 scatola di alga lattuga di mare (dissalata) - 500 g di acqua - 50 g di Kuzu - colorante verde idrosolubile - per ultimare polvere di alga Nori
Far bollire l’acqua con alghe e lasciare in infusione per 1 ora, raffreddare, aggiungere Kuzu e frullare. Aggiungere il colorante verde e portare a bollore. Stendere il composto su tappetini di silicone e seccare per una notte a 70C°. Una volta ottenute delle sfoglie croccanti friggere in olio di semi a 220C° per pochi istanti e lasciare asciugare su carta assorbente.
per le alghe rosse marinate: - 50 g di alga Dulse di mare dissalata
Unire 300 g di acqua con 200 g di aceto di vino bianco e 50 g di zucchero; portare a bollore, raffreddare e versarvi all’interno le alghe. Lasciare marinare per almeno 2 ore in frigorifero.
per le alghe Kombu: - 50 g di alga Kombu secca.
Unire 300 g di salsa di soia con 225 g di aceto di riso, 115 g di zucchero di canna, 200 g di acqua con 14 g di olio di semi e portare a bollore e raffreddare. Porre a reidratare in acqua fredda l’alga per 20 minuti, tagliare in quadrati e porre sottovuoto per una notte con la marinatura. Tagliare nuovamente in segmenti.
Impiattamento: - polvere di alga Nori - 16 gamberi - olio evo - sale Maldon
Arrostire i gamberi da un solo lato con olio e condire con sale Maldon. Disegnare al centro del piatto la circonferenza di un cerchio con la salsa di gamberi utilizzando un coppapasta da 9 cm. di diametro. Versare al centro la salsa alcurry verde, adagiare due gamberi rossi e le alghe, aggiungere il croccante di alghe condito con polvere di alga Nori. Servire la cialda di gambero a parte con la spuma di crostacei.

Abbinamento
Il gioco si fa duro? Allora pronti ad accettare la sfida mettendo a punto gli elementi del piatto: i Gamberi Viola non perderanno occasione di mettersi in mostra con l’ausilio aromatico delle alghe e speziato del curry, senza dimenticare la salsa di cocco. Risulterà un palato che necessiterà di un mediatore e quale se non il Prosecco Doc Brut, punto di equilibrio perfetto?

Lo Chef: Andrea Berton
Andrea Berton ha iniziato la sua carriera negli anni ’90 collaborando con Gualtiero Marchesi e successivamente con Alain Ducasse al Louis XV di Montecarlo. Nel 2005 è approdato al Ristorante Trussardi alla Scala, dove ha ottenuto due stelle Michelin. Nel 2013 ha aperto il Ristorante Berton a Milano, famoso per il menù degustazione dedicato al brodo, che gli ha valso una stella Michelin nel 2014, mantenuta negli anni successivi. Nel 2020 ha inaugurato H2O, un ristorante sottomarino alle Maldive. Nel 2024 ha firmato la consulenza per Veramente in Brera e dal 2025 cura l’offerta food & beverage dell’Hotel 5 Stelle Vista Ostuni. Tra le sue collaborazioni si annoverano Club Med Cefalù, Forte Village, Jumeirah Dubai, Hotel Cristallo, Hotel de Paris, Suvretta House, Cresta Palace e Badrutt’s Palace a Sankt Moritz

Zucchina bomba, ricotta di seirass, pomodoroe zafferano

Locanda del Sant’Uffizio - Penango (At)
2 pezzi di zucchine bomba - 200 g di ricotta seirass del fen - 500 g di pomodoro piccadilly
500 g di pomodoro datterino - 20 cime di basilico greco - 50 g di basilico- 100 g di olio di vinacciolo - 150 g di tuorlo - 3 g di zafferano di Penango - 20 g di olio al prezzemolo
Tagliare le zucchine a metà e poi affettarle finemente, formando dei ventagli. Cuocere i ventagli a vapore per 2 minuti, quindi raffreddarli. Foderare con ventagli delle semisfere e conservarle in frigorifero. Pelare i pomodori piccadilly, tagliarli a cubetti e lasciarli una notte in frigorifero su carta assorbente; successivamente condirli con sale e olio. Mettere i pomodori datterini sottovuoto insieme a due foglie di basilico, aglio e sale, lasciando macerare per 24 ore; filtrare poi il composto con un’etamina. Frullare il basilico con l’olio di vinacciolo e filtrare la miscela ottenuta. Passare al setaccio la ricotta e conservarla in una tasca da pasticceria. Far infondere lo zafferano nel tuorlo d’uovo e cuocere il tutto a 65°C a vapore sottovuoto per 30 minuti. Riempire la zucchina utilizzando due terzi di ricotta e un terzo di pomodoro condito, quindi chiudere con una fetta di zucchina grigliata. Posizionare la semisfera sul piatto, distribuire intorno un giro di tuorlo allo zafferano seguito dalla salsa al pomodoro. Completare con l’olio al basilico e decorare con le cime di basilico greco sopra la zucchina.

Abbinamento
La lettura delle ricette, dalle materie prime alle tecniche di preparazione, è sempre piacevole. È cultura della follia nel trovare piccoli pezzi di storia contadina e assemblarli fino a ottenere una piccola opera d’arte. Perfetto il Prosecco Doc Rosé Brut per accompagnare questo piatto, grazie a quelle note finemente agrumate rosse che saranno il supporto nella ricerca del piacere.

Lo Chef: Gabriele Boffa
Nato nel 1987, ha iniziato la sua carriera nelle cucine del Ristorante Guido sotto la guida di Ugo Alciati e Savino Mongelli. Successivamente ha lavorato al Combal.Zero di Davide Scabin e al Mugaritz di Andoni Luis Aduriz. Tornato in Italia, ha collaborato con Riccardo Aiachini e Andrea Ribaldone presso il ristorante La Fermata, per poi trasferirsi al Piazza Duomo con Enrico Crippa. Ha proseguito la sua esperienza a Montreuil Sur Mer con Alexandre Gauthier alla Grenouillere, quindi è partito per il Brasile dove ha lavorato a Rio de Janeiro al Lasai di Rafa Costa y Silva. Ha inoltre maturato esperienze all’Arnsbourg con Jean-George Klein e al Ledoyen di Yannick Alléno. Nel 2016 è stato impegnato al ristorante Pujol di Enrique Olvera. Nel 2017 ha intrapreso la sua prima esperienza come chef presso il ristorante del Castello di Guarene; successivamente si è trasferito nel Monferrato, alla Locanda del Sant’Uffizio, dove nel novembre 2018, dopo soli otto mesi, ha ottenuto la stella Michelin, seguita da una seconda stella nel 2022.

Il carciofo spinoso d’Albenga di Pinuccia e Vincenzo

Il Vescovado - Noli (SV)

Per i carciofi: 4 carciofi spinosi d’Albenga - Succo di 1 limone - 2 cucchiai d’olio evo- Sale
Per la salsa bernese: 2 tuorli d’uovo - 100 g di burro chiarificato - 1 cucchiaio di aceto di vino bianco - 1 cucchiaio di vino bianco secco - 1 cucchiaio di scalogno tritato finemente - Dragoncello fresco tritato - Sale e pepe
Per il brodo di gambi tostati: Gambi dei carciofi - 1 scalogno - 1 piccola costa di sedano
1 carota - 1 foglia di alloro - 1 cucchiaio di olio evo - 600 ml d’acqua- Sale q.b.
Per preparare i carciofi, è necessario pulirli accuratamente eliminando le foglie più dure e le punte spinose. Con uno scavino si svuota delicatamente l’interno per creare spazio alla farcitura; i carciofi vanno poi immersi in acqua acidulata con succo di limone. Dopo averli conditi con un filo d’olio e un pizzico di sale, si procede alla cottura sottovuoto a bassa temperatura di 85 °C per circa 90 minuti. Per la salsa bernese, in un pentolino si uniscono scalogno tritato, aceto, vino e un pizzico di sale; il composto va cotto a fuoco basso fino a ridursi della metà, quindi filtrato e lasciato intiepidire. A bagnomaria si montano i tuorli insieme alla riduzione ottenuta e, continuando a montare, si incorpora lentamente il burro chiarificato fuso fino ad ottenere una salsa liscia e spumosa. Infine si aggiungono dragoncello tritato, pepe e sale secondo il gusto personale; la salsa deve essere mantenuta calda. Per preparare il brodo dai gambi tostati dei carciofi, questi ultimi devono essere puliti rimuovendo la parte fibrosa esterna e tagliati a rondelle. In una casseruola si tostano i gambi insieme a olio, sedano, carota e scalogno tritati finché non appaiono leggermente caramellati. Si aggiunge quindi alloro e acqua; il tutto viene portato ad ebollizione e fatto sobbollire per 30-40 minuti. Il brodo va infine filtrato, regolato di sale e mantenuto caldo.
Per la composizione del piatto finale: i carciofi devono essere scolati delicatamente dalla cottura e farciti con la salsa bernese utilizzando un cucchiaio o una sac à poche. Vanno disposti al centro di un piatto fondo sul quale si versa attorno il brodo caldo. La presentazione può essere completata con una guarnizione a piacere.

Abbinamento
Il Carciofo è da sempre la sfida perfetta, è stimolante, difficoltoso e normalmente si mette di traverso sul palato provocando sensazioni ferrose, che sfiorano il metallico ed anche amare ma anche in questo gioco, sveliamo la nostra carta del Prosecco Doc Extra Dry nel quale confidare per le sue morbidezze

Lo chef Giuseppe Ricchebuono
Classe 1965, originario di Sant’Ermete, frazione di Vado Ligure (Savona), dal 2009 Giuseppe Ricchebuono è lo chef stellato del ristorante Vescovado di Noli, all’interno del palazzo quattrocentesco che ospita anche l’Hotel Vescovado. Esordisce nel mondo della ristorazione alla fine degli anni Ottanta, maturando esperienze in prestigiose cucine in Italia e all’estero, per poi aprire, nel 1992, insieme ad Alessia Vezzolla, il ristorante La Fornace di Barbablù nel suo paese natale. È qui che, nel 1999, la sua cucina subisce una svolta fondamentale, con la rivisitazione delle ricette della tradizione ligure e un’attenzione sempre maggiore alle materie prime e all’estetica dei piatti. Questo impegno gli ha permesso di ottenere nel 2002 l’ambita stella Michelin, un successo che si rinnova ogni anno. I piatti dello chef Ricchebuono sono tuttora un omaggio alla sua terra e al suo mare, un viaggio alla scoperta delle eccellenze liguri offerte dalla stagione e dal territori

Addio a Pietro Toso

Pietro, 68 anni, era entrato in azienda alla fine degli anni ’70, affiancando il fratello Gianfranco e il cugino Massimo, quarta generazione della famiglia Toso. Con il suo lavoro ha contribuito in modo determinante alla crescita e allo sviluppo dell’azienda sia in Italia sia all’estero. La sua passione e l’instancabile dedizione al lavoro restano un’eredità preziosa, già raccolta dalla figlia Chiara, oggi attiva in azienda, e tramandata anche a Roberta e Andrea. Vinibuoni d’Italia del Touring Club Italiano esprime la propria vicinanza in questo momento di grande dolore e si unisce al lutto di tutti i familiari.

Gilberto Arru vince il premio alla carriera nel decennale di Sardinia Food Awards

Un decennio di riconoscimenti, storie, impegno. I Sardinia Food Awards 2025 si sono conclusi nei giorni scorsi con una partecipata cerimonia al Ros’e Mari di Oristano, coinvolgendo oltre 90 aziende dell’agroalimentare sardo e ribadendo il ruolo centrale della manifestazione nella promozione delle eccellenze isolane. Ma la vera forza dell’evento è nella visione che l’ha generato, un progetto che guarda oltre i confini del gusto, costruendo una rete di valori, relazioni e possibilità.
La serata celebrativa dei Sardinia Food Awards 2025 ha incluso momenti di degustazione, storytelling legati al territorio, un aperitivo con le eccellenze a marchio Crai, una cena di gala con la premiazione in diretta, seguita da un intrattenimento musicale, oltre a un Photo Wall dove i rappresentanti delle aziende premiate sono stati coinvolti in interviste e confronti.
Nessun contributo pubblico, solo il sostegno di partner locali come GDO, banche e assicurazioni. È questa la scelta che ha garantito libertà e indipendenza organizzativa. E proprio la trasparenza, insieme all’attenzione per l’innovazione, ha portato all’introduzione di nuove categorie, come quella per l’export prevista per il 2026.
Tra i VINCITORI Sardinia Food Awards 2025
per i PREMI ALLA CARRIERA Gilberto Arru  di Magomadas, giornalista freee lance, esperto di vini,coordinatore regionale della guida Vinibuoni d'Italia, già prima penna della Guida dell’Espresso e del Gambero rosso, ispiratore dei Menu deleddiani. 
Motivazione: Un uomo che ha fatto della Sardegna la sua missione, raccontandone i sapori, le storie, i volti.

BaroneG.R. Macrì

L’azienda agricola vanta un’esperienza più che centenaria nella coltivazione di uliveti, agrumeti, ortofrutta. Da qualche anno ha ripreso la coltivazione dei vigneti prediligendo cultivar autoctone; inoltre alleva ovini, caprini e bovini da cui ottiene ottimi formaggi a latte crudo grazie all’alimentazione degli animali che pascolano liberi nei terreni aziendali. Ottiene così una gran varietà di prodotti dal gusto intenso e particolare: formaggi pecorini, vaccini, caprini e misti, caciocavalli, mozzarelle, ricotta fresca o salata. I terreni ospitano anche centinaia di arnie, ottenendo ottimi mieli millefiori e di eucalipto. Dopo quasi 50 anni è ripresa la produzione del vino Terre di Gerace Igt Calabria. Dal connubio dell’alta qualità delle uve autoctone e delle moderne tecniche di vinificazione scaturisce un prodotto che è la sintesi migliore del territorio. Investendo sulla bellezza dell’ambiente, l’azienda ha aperto un agriturismo ristrutturando un casale del 1700 con 20 posti letto. Il ristorante con 80 coperti propone piatti semplici, dalla pasta di casa filata a mano alle frittelle, ai legumi, alle carni, alle crostate, che esaltano i profumi e gli aromi della terra di Calabria. A ciò si aggiunge la fattoria didattica per far conoscere ai bambini di qualsiasi età la natura, la campagna e gli animali.

C.da Modi
Gerace (RC)
Tel. 0964 356497
www.baronemacri.it