Una degustazione al buio a cura di Liliana Savioli

Meno è meglio? Domanda filosofica a cui non so rispondere.

E’ stata però la domanda che mi sono posta durante la degustazione organizzata delle Donne del Vino del Trentino e Alto Adige durante la manifestazione Merano Wine Festival. Voluta dalla delegata regionale, la produttrice Elena Walch, e condotta dalla insuperabile comunicatrice Aurora Endrici. L’evento ha spiazzato non pochi. Si trattava di una degustazione veramente alla cieca. Nel senso che abbiamo indossato una mascherina sugli occhi e il buio è stato assoluto. Ho sempre pensato che coinvolgere tutti i sensi nella conoscenza di un vino fosse importante. La vista in primo piano. Toglierla mi avrebbe permesso di apprezzare di più quel vino? Mi avrebbe tolto qualche cosa? E le risposte alle domande sono arrivate quasi subito. Il silenzio era tangibile rotto solo dalla suadente voce di Aurora. Il bicchiere lo avevo visto vuoto. Un gorgoglio di vino servito mi indica che ora non lo è più. Dita delicate mi sfiorano la mano e la accompagnano al bicchiere. Non posso vedere il colore ma sento come uno sfregolio, potrebbe essere uno spumante. Comincio ad annusare. L’anidride carbonica pizzica le narici. E’ uno spumante. Non ricordo i sentori percepiti, non ho potuto scrivere e la mia memoria non arriva a essere così precisa. Aurora ci racconta del territorio, del metodo di produzione, presenta la produttrice. Poi si assaggia e le sensazioni sono nettissime, mi sembrano amplificate. E così per tutti i 16 vini presentati.

Le risposte alle mie domande iniziali ci sono. Levare il senso della vista in una degustazione toglie di certo la possibilità di godere del colore e di tutte le indicazioni che ciò implica. Ma il non vedere ti porta ad una concentrazione maggiore, ad usare anche l’udito, per esempio. Tutto si amplifica. “Una degustazione al buio – scrive Mario Busso – è un percorso di degustazione nel quale si viene bendati e privati della vista lasciando che tutti gli altri sensi vengano potenziati: olfatto, tatto, gusto e udito si attiveranno e ci condurranno alla scoperta di sensazioni inesplorate prima. Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che la visione di un cibo o di una bevanda condizioni la risposta che viene data, motivo per il quale la degustazione al buio rappresenta un’occasione per stimolare aspetti diversi della nostra personalità come i ricordi, le sensazioni e le associazioni con esperienze pregresse”. Ecco, Mario Busso non ha potuto partecipare ma ne ha colto l’essenza.

Abbiamo deciso di riproporre questa esperienza, avendo informato l’amica Aurora Endrici, sabato 19 dicembre 2015 poco prima dell’evento organizzato a Buttrio per la consegna dei diplomi di merito alle aziende vitivinicole che hanno raggiunto la Corona, la Golden Star e la Corona del pubblico.