“Di ben in meglio”. È questo il motto che campeggia sotto l’incisione che ritrae il colonnello Locatelli, realizzata nel 1649. Trascorsi 370 anni, non è cambiata la vis che anima la Tenuta di Angoris. Anzi “Langoris. Storie di vini e di cavalieri” (LEG Edizioni), come recita il titolo del nuovo libro di Stefano Cosma, coordinatore regionale della nostra guida. Tra Settecento e Ottocento la tenuta diventa centro di sperimentazioni agricole, poi durante la Prima guerra mondiale ospedale militare italiano. Cambiano i proprietari e una strana coincidenza ha fatto sì che gli attuali si chiamino Locatelli, esattamente come i primi, i fondatori, anche se non sono legati da parentela. E poi ancora i Miani, protagonisti del jet set e della dolce vita romana e allevatori di cavalli da corsa. Ovviamente al centro dell’attenzione rimane il mondo agricolo friulano, dalla frutticoltura alla viticoltura, in particolare quella del Collio goriziano.

«L’autore racconta tutto questo, e anche molto altro. Quel che ha scritto non è un saggio – spiega Alessandro Marzo Magno nella prefazione -, ma un libro dal rigoroso contenuto storico che utilizza l’espediente narrativo del romanzo. Immagina che un personaggio di fantasia, Carlotta, avesse prestato servizio come infermiera nella villa durante la Grande Guerra e che ci ritorni nel 1968 e che, muovendosi per la casa, ne ricostruisca le vicende. Lei è inventata, ma non lo è affatto tutto ciò che racconta: gli episodi sono reali, e ripercorrono le vicissitudini di questo angolo di mondo, un territorio di confine, dove da sempre si sono incrociati popoli e culture». La storia è passata di lì e non smette di scorrerci. Il vino è un elisir di lunga vita.

La presentazione del libro di Stefano Cosma si terrà venerdì 20 settembre a “Pordenonelegge”, ventesima festa del libro con gli autori, alle 20.30, nel Convento di San Francesco, con l’intervento di Marta Locatelli.