In attesa dei risultati della tre giorni che ha preso l’avvio presso la sede del Consorzio Prosecco Doc, Vinibuoni plaude a questa iniziativa poiché promuovendo fin dal suo nascere i valori identitari delll’enologia italiana rappresentati dai vitigni autoctoni, ritiene di primaria importanza la tutela delle Indicazioni geografiche. I motivi sono parecchi e li abbiamo più volte sostenuti, ma  per sintetizzare li riconduciamo  ad alcuni concetti base.  Le indicazioni geografiche rappresentano un segno distintivo in grado di collegare un bene ad uno specifico territorio in cui operano gli  imprenditori che in esso si riconoscono e pertanto veicola il consumatore finale verso una scelta più cosciente; avvantaggia i produttori, in quanto impedisce ai prodotti di confondersi con altri simili e favorisce certamente i consumatori, perché consente loro rapidamente di rievocare e riferirsi ad un certo bene.

Altissimo il numero delle presenze  – 160 – provenienti da 50 paesi del mondo. Quattro le lingue in traduzione simultanea utilizzate per affrontare le tante tematiche all’ordine del giorno. Molti i consorzi presenti, impegnati nella tutela delle più rinomate denominazioni, ma a Treviso giungeranno pure numerose istituzioni, associazioni, enti e giornalisti per partecipare ai lavori di  Origin, organismo con sede a Ginevra che opera nell’interesse di oltre 500 affiliati dislocati nei cinque continenti. Parliamo realtà del calibro di Scotch Whisky, Champagne, Tequila o Birra Bavarese solo per citare alcuni prodotti, o di Federdoc o Aicig per richiamare l’ambito istituzionale.

“Dal 2015 anche il Consorzio Prosecco Doc è entrato a far parte di Origin – testimonia il presidente Stefano Zanette – Una scelta volta a intensificare l’efficacia delle azioni già da noi avviate sul fronte della tutela internazionale sfruttando la rete consolidata di relazioni, progetti, esperienze nel controllo delle Indicazioni Geografiche (I.G.) che oriGIn mette sul piatto. La cosa interessante a cui miriamo con questo evento è la possibilità di evidenziare l’importanza della sostenibilità nella comunicazione di una denominazione, ricordando che denominazione fa rima con territorio. E più il territorio è in grado di offrire bellezza, più viene rafforzato il valore percepito in termini di qualità del prodotto ”.

“Grazie alla collaborazione con il Consorzio Prosecco  – spiega Massimo Vittori, direttore Origin – siamo lieti di aver organizzato una 3 giorni di dibattiti sulle indicazioni geografiche, che vedrà la partecipazione di 160 rappresentanti di Consorzi, autorità nazionali competenti e specialisti della materia da 50 paesi. Analizzeremo i temi di attualità del settore, dalla protezione delle indicazioni geografiche su Internet alla sostenibilità, continuando il percorso tracciato dalla “Dichiarazione di Bergamo” adottata l’11 ottobre da una vasta rappresentanza dei Consorzi a livello mondiale e sottoposta all’attenzione dei Ministri dell’Agricoltura dei Paesi del G7”.

“Non è compito facile garantire la tutela delle I.G. – aggiunge Luca Giavi direttore generale del Consorzio Prosecco Doc – specie a  livello internazionale dove gli stranieri interessati a produzioni analoghe a quelle protette sulla scorta del loro grande successo, sono moltissimi. Siamo una delle denominazioni più minate dalle contraffazioni, oltre 500 finora quelle nelle quali ci siamo imbattuti nel corso delle azioni di controllo effettuate direttamente o tramite gli organi preposti con i quali collaboriamo in stretta sinergia, in particolare l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi, Europol, Interpol, Agenzia delle Dogane e Carabinieri”.