La guerra in Ucraina sta provocando, oltre ai gravi lutti e alle drammatiche devastazioni sul posto, la maggiore emergenza umanitaria europea dal secondo dopoguerra. Il numero stimato dei profughi all’estero ha già superato la cifra di tre milioni, e altri due milioni sono al momento attuale gli sfollati interni. Cifre che sono però destinate ad aumentare ancora a causa del continuo inasprimento del conflitto.
C’è tuttavia un dato a cui i media stanno dando scarso rilievo e la cui portata ha risvolti mondiali drammatici, infatti è a rischio la sicurezza alimentare di oltre 50 Paesi in Nord Africa, Medio Oriente e Asia che dipendono dal grano dell’Ucraina e della Russia. Il conflitto avrà conseguenze importanti sul piano della sicurezza alimentare perchè i due Paesi sono tra i principali esportatori di prodotti agricoli come grano, orzo e semi di girasole. Se quello che sta accadendo apre innanzitutto un’emergenza alimentare per i milioni di Ucraini profughi coinvolti nel conflitto, oltre 50 Paesi in Nord Africa, Medio Oriente e Asia dipendono per più del 30% del loro consumo di grano da Ucraina e Russia. E’ quanto afferma l’ex ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, che spiega che la condizione minima per non far scivolare le persone nell’area della malnutrizione e della fame è un elemento essenziale della pace e della stabilità.
L’Eritrea nell’importazione di grano dipende per il 50% dall’Ucraina e per il restante 50% dalla Russia; la Somalia e le isole Seychelles importano il 100% del loro grano dall’Ucraina; l’Egitto, il 40% dalla Russia e il 60% dall’Ucraina. Il Congo importa il 60% di tutto il suo grano dalla Russia. Ciò significa che il conflitto in Ucraina rischia di avere un effetto diretto sulla sicurezza alimentare di molti Paesi poveri. Le stime indicano un aumento della fame nel mondo con tutte le potenziali conseguenze di instabilità e di nuovi più drammatici fenomeni migratori.