Il Teroldego è stato il primo a ricevere in Trentino, nel 1971, la DOC ed è diventato il vino principe dell’intero settore vitivinicolo del territorio. L’area di produzione, estesa su circa 1300 ettari, si concentra nei comuni del cosiddetto “Campo Rotaliano”, situato tra i paesi di Grumo San Michele all’Adige, Mezzocorona e Mezzolombardo, estendendosi a nord fino a Roveré della Luna in vigneti posti mediamente attorno ai 250 metri di altitudine. Si tratta di una varietà autoctona trentina e la sua coltivazione è documentata fin dal 1300.  La tradizione racconta, infatti, che la vite “Terodol” sia giunta anticamente in Trentino assieme al gelso (pianta usata per secoli come sostegno della vite), portata da popolazioni migranti, attirate dal flusso delle acque dell’Adige e dalla fertilità delle terre del fondovalle. Qui, in condizioni climatiche miti e favorevoli, il vitigno ha trovato l’ambiente propizio per la sua diffusione per acquisire fama internazionale fin dal XVI secolo, grazie al Concilio di Trento. Oggi il Teroldego è un vitigno in forte espansione, per il notevole interesse che desta nel consumatore attento, ed è il vino rosso più rappresentativo della provincia.
Il consiglio è quello di provare le etichette che propongo sotto. Si tratta di vini che hanno raggiunto la corona nell’edizione 2022 della guida Vinibuoni d’Italia e che ridegustati recentemente hanno suscitato viva emozione.
Da non dimenticar il vino di Mozart, ovvero il Marzemino, le cui note gustative riporto.

Vigneti delle Dolomiti Igt Teroldego 2019  – Foradori
Lo spettro olfattivo è molto integro con profumi intensi di piccoli frutti a bacca rossa e richiami minerali. Al palato conferma equilibrio, disteso su corpo solido con rievocazioni circolari che riprendono le sensazioni olfattive; ricca la sapidità finale.

Teroldego Rotaliano Castel Firmian 2019  – Mezzacorona
Continua un percorso ispirato a grande piacevolezza di beva; frutti di bosco, mirtilli, more, cenni erbacei e speziati, ma anche cenni di cacao e vaniglia compongono il bouquet. Il sorso è equilibrato, morbido, fresco, con trama tannica ben integrata e piacevole persistenza

Teroldego Rotaliano Doc Leabere 2019  – Zeni Roberto
Molto fresco, mantiene intatti i richiami fruttati, in particolare quelli della mora. Molto scorrevole e piacevole il sorso con corpo pieno ed avvolgente. Delicatamente tannico, esprime sul finale freschezza e sapidità.

Vigneti delle Dolomiti Igt Teroldego Mille968 2018  – Zanini Luigi
Interpretazione classica del vitigno, il calice continua a proporre la sua piacevolezza; gioca nel bouquet su toni decisamente fruttati, offrendosi al palato in modo progressivo e circolare. Molto gradevole la nota sapida finale e l’innesto tannico delicato.

Teroldego Rotaliano Doc Vigilius 2018  – De Vescovi Ulzbach
Il bouquet balsamico e speziato, con precisi richiami alla frutta rossa anche sotto spirito, introduce un sorso che si conferma decisamente elegante, strutturato con ritorni balsamici freschi che accompagnano il percorso di beva verso una trama tannica tuttora fitta, ma levigata che apre a promesse lungimiranti.

Teroldego Rotaliano Doc Riserva Diedri 2018  – Dorigati
L’ulteriore affinamento di un anno regala prodighe sensazioni olfattive ispirate a frutta matura, alla mora, al mirtillo non disgiunte dalla freschezza delle note floreali di viola e dagli accenni di china e liquirizia. Al palato è pieno e appagante, di ottimo corpo e buona tannicità.

Teroldego Rotaliano Doc 7 pergole 2017  – Villa Corniole
Mantiene intatta la sua intensità al naso, con netti richiami fruttati vivacizzati dalla freschezza dei sentori di lamponi e ribes allineati con note speziate. Il gusto è secco, deciso, di piacevole sapidità abbinata a sensazioni balsamiche e tessuto tannico delicato.