Vendemmia 2026, il caldo anticipa la raccolta in Italia

Dall'Oltrepò Pavese alla Sicilia, la vendemmia si è aperta con giorni, in alcuni casi settimane, di anticipo sulla media. Le cantine raccontano uve sane e rese variabili, mentre il comparto fa i conti con giacenze in crescita e il peso della burocrazia.

Dall'Oltrepò Pavese alla Sicilia, la vendemmia si è aperta con giorni, in alcuni casi settimane, di anticipo sulla media. Le cantine raccontano uve sane e rese variabili, mentre il comparto fa i conti con giacenze in crescita e il peso della burocrazia.

Il calendario del vino italiano è stato riscritto ancora una volta dal caldo. La vendemmia 2026 è cominciata martedì 28 luglio nell'Oltrepò Pavese, a Oliva Gessi, con dieci giorni di anticipo sulla media: lo ha reso noto Coldiretti, che ha collegato l'anticipo al caldo estremo delle ultime settimane e alla siccità che accompagna la maturazione dei grappoli in tutta la Penisola. Non è stato il primo taglio dell'anno: già martedì 21 luglio, nel Trapanese, Cantine Ermes aveva raccolto le prime uve bianche precoci siciliane. In un areale dove la raccolta scattava tradizionalmente nella prima decade di agosto, l'anticipo assume quest'anno un carattere che Coldiretti Pavia definisce «storico».

Un arco di quasi cinque mesi

Il dato che più preoccupa gli osservatori non è tanto l'anticipo in sé, quanto la sua estensione territoriale. La vendemmia 2026 si protrarrà per quasi cinque mesi, dalle uve da spumante lombarde di fine luglio ai rossi toscani che in alcune zone potrebbero arrivare a metà agosto — un'epoca inconsueta per il Sangiovese, coltivazione che tradizionalmente si vendemmia tra settembre e novembre — una dilatazione dei tempi che, spiega Coldiretti, non ha equivalenti in Europa e che il settore deve gestire vigneto per vigneto. Per contenere gli effetti delle temperature, alcune aziende hanno spostato le operazioni alle ore notturne o alle prime luci dell'alba, quando il calo termico aiuta a preservare il profilo aromatico delle uve.

Langhe, Franciacorta e Friuli: un quadro omogeneo

Spostandosi verso Nord, le testimonianze raccolte tra le cantine restituiscono uno scenario per molti versi simile. Le indicazioni raccolte da Fontanafredda, Montina Franciacorta, Le Vigne di Zamò, Le Monde e La Ponca delineano uno scenario sorprendentemente omogeneo: l'inverno e la primavera, caratterizzati da buone disponibilità idriche, hanno favorito uno sviluppo equilibrato della vegetazione, mentre le temperature elevate tra giugno e luglio hanno accelerato la maturazione delle uve, anticipando in molti casi la raccolta di circa una settimana rispetto allo scorso anno. Nelle Langhe la raccolta delle basi per l'Alta Langa è già partita:

«La raccolta è iniziata proprio in queste ore con le uve destinate alle basi Alta Langa»

racconta Giorgio Lavagna, enologo di Fontanafredda, secondo quanto riportato dal Messaggero, precisando che le aspettative qualitative restano elevate grazie all'ottimo stato sanitario delle uve e al buon equilibrio vegetativo, mentre la produzione dipenderà dall'andamento climatico di agosto, con il protrarsi del caldo che potrebbe ridurla, mentre eventuali precipitazioni ne favorirebbero lo sviluppo.

In Franciacorta la finestra di raccolta si preannuncia anticipata rispetto al 2025: le attuali previsioni indicano per la Franciacorta una vendemmia anticipata rispetto allo scorso anno, principalmente a causa delle temperature superiori alla media registrate negli ultimi due mesi, con eventi climatici avversi che potrebbero determinare una riduzione della produzione, dichiara Michele Bozza, presidente di Montina. In Friuli-Venezia Giulia il quadro cambia da azienda ad azienda: nei Colli Orientali la raccolta inizierà nella settimana compresa tra il 10 e il 16 agosto, con Le Vigne di Zamò che si preannuncia in anticipo, mentre l'annata per Le Monde e La Ponca è stata caratterizzata da temperature elevate e da uno sviluppo vegetativo leggermente anticipato, con alcune grandinate che a Le Monde hanno ridotto il potenziale produttivo, mentre a La Ponca la particolare composizione dei terreni ha mitigato gli effetti del caldo e della siccità, come conferma Giovanni Ruzzene, enologo di entrambe le realtà. Sul piano qualitativo prevale comunque un cauto ottimismo: le quantità appaiono più variabili e in alcuni casi inferiori alla media, soprattutto dove grandine e caldo intenso hanno inciso sul potenziale produttivo, mentre sul piano qualitativo le uve si presentano generalmente sane, con un buon equilibrio tra maturazione e acidità.

Novanta giorni in Sicilia

Più a Sud, la vendemmia assume la dimensione di un viaggio lungo l'intera isola. La vendemmia 2026 prende il via nella parte occidentale della Sicilia e attraverserà l'isola per circa novanta giorni, fino a raggiungere i vigneti più alti del versante nord-orientale: per i produttori del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia comincia una delle fasi più delicate dell'anno, sostenuta da condizioni climatiche che lasciano intravedere uve sane e un potenziale qualitativo elevato. A differenza di altre denominazioni, il Consorzio ha scelto quest'anno di non diffondere stime quantitative preventive, preferendo una valutazione puntuale a fine campagna, in ragione della mutevolezza del clima e della difficoltà di stimare con precisione la resa dei singoli vigneti.

Il nodo economico: giacenze e burocrazia

Se il meteo detta i tempi della raccolta, sul comparto pesano anche fattori che con il clima poco hanno a che fare. Secondo un'analisi di Coldiretti diffusa in occasione dell'avvio della vendemmia 2026, la burocrazia sottrae 1,6 miliardi di euro l'anno ai produttori, mentre le giacenze in cantina sono cresciute del 6,7% rispetto allo scorso anno. Sono numeri che raccontano un settore stretto tra una campagna di raccolta anticipata e complessa da gestire e un mercato interno ed estero che fatica ad assorbire le scorte accumulate, con inevitabili ricadute sui prezzi che le denominazioni territoriali dovranno negoziare con la grande distribuzione e con l'export nei prossimi mesi.

Resta ora da capire come agosto e settembre incideranno sul profilo definitivo dell'annata: le uve, per ora, promettono bene, ma la vera partita — tra quantità, prezzi e giacenze — si giocherà in cantina, denominazione per denominazione, non nei titoli dei giornali.

linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram